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Nuoro

Il Nuorese in agonia, Confindustria: «Pigliaru venga qui»

di Tiziana Simula
Il Nuorese in agonia, Confindustria: «Pigliaru venga qui»

Bornioli ribadisce la richiesta di un tavolo di confronto «La Sardegna centrale muore, urgente un cambio di rotta»

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NUORO. «Pigliaru venga qui. Non c’è più tempo da perdere». Confindustria ci riprova. La richiesta di un incontro urgente a Nuoro per discutere della profonda crisi che sta devastando la Sardegna centrale, lanciata ad agosto dalle forze istituzionali, produttive e sociali del territorio, è caduta finora nel vuoto. Così, di fronte al silenzio della Regione, il presidente dell’associazione degli industriali Roberto Bornioli, rilancia l’appello al presidente della giunta regionale per l’apertura di un tavolo di confronto con la Regione da tenersi in città. Incontro che ha l’obiettivo di far decollare il “Piano di rilancio” elaborato dal tavolo di partenariato del territorio composto da Confindustria, Comuni, Provincia, sindacati e altre associazioni di categoria: sei proposte per ridare ossigeno a una provincia in agonia. «Non c’è più tempo: o si agisce subito o l’emergenza diventerà cronica», ribadisce Bornioli. Ricordando che «Nuoro è la quinta provincia italiana più colpita dalla crisi». A fronte di questa emergenza, che non è solo economica ma anche demografica e sociale, «lo Stato e la Regione hanno smesso di programmare interventi a favore della Sardegna centrale e continuano a concentrare risorse e attenzioni solo verso i poli forti a nord e a sud dell’isola – denuncia Bornioli –. È l’effetto clessidra: i piani di sviluppo, gli investimenti, le infrastrutture, i fondi europei vengono indirizzati prevalentemente verso poche aree regionali, lasciando agli altri territori solo le briciole». Le principali aree industriali e le aree Pip versano in uno stato di degrado e incuria, prive spesso di infrastrutture e servizi essenziali. «Manca il metano, a volte l’acqua e internet veloce. Strade, illuminazione, linee telefoniche e depuratori sono carenti». Le imprese sono sole, stremate dalla recessione, paralizzate dalla burocrazia, tartassate dalle tasse, rese non competitive da elevati costi di energia e trasporti. «Spesso nessuno le ascolta, e questa solitudine incide fortemente sulla loro fiducia e sulla volontà di resistere», rimarca con forza Bornioli.

Che evidenzia anche un altra emergenza delle zone interne: lo spopolamento, anche in termini di imprese. «Si stima che al 2020 il reddito delle famiglie calerà del 15% e già oggi il 70% delle imprese è insediato sulle coste».

E poi il dramma della disoccupazione. Nel 2013, in provincia, il tasso di disoccupazione si attestava al 25%, quella giovanile superava il 50%. A ciò si aggiungono i processi di riforma in atto di Stato e Regione che comportano un irreversibile smantellamento della pubblica amministrazione e di servizi essenziali per imprese e cittadini. Tagli che colpiscono scuola, sanità, uffici pubblici e forze dell’ordine. «A Nuoro, che perderà la Provincia – aggiunge il presidente di Confindustria –, sono a rischio Prefettura, Camera di commercio e altri importanti servizi, e sono in forte pericolo molti presidi culturali». Il risultato di questo insieme di criticità, che si sovrappongono alla gravissima crisi economica, è che i principali centri della Sardegna centrale, Nuoro, Macomer e Siniscola, hanno perso centralità «e sembrano avviati verso un inesorabile declino». Da qui, l’ennesimo allarme di Confindustria che da oltre due anni denuncia in tutti i modi e in varie sedi il declino delle zone interne. «In gioco – conclude Bornioli – c’è il futuro di questo territorio che necessita di un immediato cambio di rotta e di interventi concreti».

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