Orgosolo, un mese di tempo per trovare le risorse per la diga
ORGOSOLO. Ancora una fase interlocutoria per le sorti delle diga di Cumbidanovu, ma forse è scongiurata la possibilità che l’impresa che ha in appalto interrompa anzitempo il rapporto con il...
ORGOSOLO. Ancora una fase interlocutoria per le sorti delle diga di Cumbidanovu, ma forse è scongiurata la possibilità che l’impresa che ha in appalto interrompa anzitempo il rapporto con il Consorzio di Bonifica di Nuoro, ente appaltante. La parola adesso è passata ai legali delle parti, Regione compresa, che dovrebbe sborsare i quattrini per l’opera. Dopo un muro contro muro, adesso c’è la volontà di lavorare insieme alla ricerca, nelle pieghe delle leggi e dei regolamenti, di una reale possibilità perché all’impresa vengano riconosciuti se non in toto, almeno in parte le richieste economiche legate, all’adeguamento dei prezzi e ai danni subiti durante l’alluvione di novembre. «Ci siamo dati un mese di tempo per verificare se c’è la possibilità di margine, assieme alla Regione, e se ci siano aspetti legali che consentano di recuperare i danni dell’alluvione – spiega l’ingegner Sebastiano Bussalai, capo dell’area tecnica del Consorzio di Bonifica della Sardegna Centrale – Si tratta di danni notevoli agli impianti. Si vuole valutare se ci sono cavilli legali o normative che consentano di riconoscere qualcosa all’impresa da questo punto di vista». Ma non si parla solo di danni relativi all’alluvionenell’ipotesi di un completamento dei lavori. Si discute anche di valutare la congruità dei prezzi rispetto al momento dell’offerta. «Il calcolo esatto è stato fatto», aggiunge il tecnico del Consorzio. Che chiarisce: «La gara d’appalto, a suo tempo, l’aveva vinta l’Ira Costruzioni, che poi era fallita. Non avendo accettato l’incarico la seconda impresa classificata, passati cinque anni, aveva accettato la terza classificata, ossia quella attuale. Nel frattempo sono passati altri sette anni. Ma i lavori che l’impresa dovrebbe fare sono basati su una offerta che ha già una dozzina d’anni, per cui adesso si sta valutando se esistono le condizioni per valutare una adeguamento dei prezzi, cosa che non esiste nella normativa dei lavori pubblici». La speranza è che possa arrivare ad un accordo. Un rebus per risolvere il quale le parti si sono date un mese di tempo.
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