A giudizio per parricidio
Rito abbreviato per Pietro Basile. Sentenza mercoledì
NUORO. Sarà un processo fulmineo, quello per l’omicidio di Franco Basile, il bittese ucciso nello scorso gennaio dal figlio Pietro. Ieri mattina, il suo avvocato, Elena Ledda, ha chiesto e ottenuto dal gip Mauro Pusceddu, che il suo assistito venisse ammesso al rito abbreviato condizionato all’audizione di alcuni testimoni. Il gip ha accolto questa richiesta: il processo comincerà dunque tra qualche giorno: lunedì, infatti, verranno sentiti i testimoni chiesti dalla difesa. Si tratta di due parenti dell’imputato e di un carabiniere intervenuto nel corso delle indagini. Poi, dopo appena due giorni, ovvero mercoledì, il processo con il rito abbreviato toccherà la fase della discussione. In quella data dovrebbe esserci anche la sentenza. La parola fine, dunque, almeno per la vicenda giudiziaria di primo grado, nell’omicidio Basile arriverà ad appena nove mesi dal fatto contestato. Il tragico episodio era avvenuto il primo gennaio. L’ennesimo litigio tra padre e figlio, purtroppo, quel giorno era finito con un morto: Franco Basile. E a ucciderlo era stato proprio il figlio Pietro. Il giovane si era consegnato ai carabinieri dopo tre giorni di fuga. «Non volevo uccidere» aveva detto sin dall’inizio, sconvolto. La tesi difensiva che era emersa sin da allora era quella di una legittima difesa da parte del ragazzo, che aveva solo cercato di proteggersi da un genitore che qualcuno non aveva esitato a definire una sorta di “padre padrone”. Certo è che nel mezzo dell’ennesimo litigio, lo scorso primo gennaio, dalla pistola che impugnava Pietro Basile, erano stati sparati tre colpi. E uno di quelli aveva raggiunto Franco Basile all’addome, uccidendolo. (v.g.)
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