Dorgali, la Cantina sociale gioca la carta della qualità

La raccolta delle uve segna un calo di oltre il 15 per cento rispetto alle previsioni Il presidente Lino Fancello: «Ma i vini di questa vendemmia saranno ottimi»

DORGALI. Saranno vini di altissima qualità quelli che verranno prodotti con le uve raccolte nella vendemmia 2015. Raccolta che per quanto riguarda la Cantina sociale si conclude proprio oggi. Una piccola variazione nei tempi che si sono allungati di qualche giorno a causa delle ultime piogge intense. Come da previsione si tratta di uve di alta qualità per le favorevoli condizioni climatiche generali che si sono verificate durante tutto il periodo di maturazione. Contrariamente alle aspettative, invece, si è verificato un calo nella quantità. Un calo che inaspettatamente va ben oltre il 15 per cento. Ventitré mila i quintali che alla fine saranno raccolti.

Ogni anno i tecnici incaricati della Cantina presieduta da Lino Fancello, fanno un giro di ispezione nelle varie zone per verificare il grado di maturazione delle uve e contemporaneamente si ipotizza la quantità. «A vedere l’uva sulla pianta ci si era convinti di avere la stessa quantità dello scorso anno con un leggero aumento, invece così non è stato alla verifica vera e propria che è quella del peso in cantina. Ci dispiace – aggiunge Fancello –, ma per noi non è un problema perché una variazione del 10-15 per cento non crea nessuna tipo di problema». Ci sarà solo sì, qualche centinaia di bottiglie in meno ma chi avrà la fortuna di bere i vini della cantina dorgalese dell’annata 2015 e, vista l’eccezionalità della stagione, non solo quelli, secondo gli esperti rimarrà certamente colpito favorevolmente dell’ottima qualità.

«Comunque noi non possiamo che esprimere soddisfazione per l’andamento il lavoro svolto da tutti i soci che hanno seguito alla lettera ciò che è previsto dal nostro displinare di produzione che cerca di favorire la qualità dell’uva». Sotto l’occhio attento dell’enologo Santo La Spina, le uve vengono selezionate in vigna in maniera che in cantina entrino uve di qualità. Uve, quelle che arrivano nella struttura di trasformazione che sono suddivise il 10 per cento di uve bianche, vermentino e il 90 per cento di rosse, cannonau all’interno delle quali c’è una piccola percentuale di uve autoctone. L’auspicio, naturalmente è che da questa qualità di uve vengano fuori vini eccezionali in modo tale che si resti in linea con quanto si sta facendo in questi anni nella nostra cantina. Con questa quantità di uve dovremo ottenere circa 17 mila ettolitri di vino che diventeranno un milione e mezzo di bottiglie suddiviso nei vari prodotti».

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