Un inferno di fiamme e di polemiche
Il fuoco divampato a Borore ha ripreso vigore su un fronte di 5 chilometri. Canadair di nuovo in azione. Il bilancio dei danni
DUALCHI. L’incendio che venerdì ha sconvolto le campagne tra Borore, Birori, Bortigali e Dualchi ieri fumava ancora e nel primo pomeriggio si è riacceso allargando in poco tempo un fronte di cinque chilometri. Il fuoco ha ripreso a fumare prima delle ore 14, ha finito di bruciare ciò che rimaneva nelle campagne di Dualchi e ha quindi raggiunto i territori di Noragugume, andando poi verso Sedilo. A Dualchi le fiamme hanno lambito pericolosamente la periferia del paese. Sul fronte dell’incendio sono stati impegnati cinque canadair e altrettanti elicotteri della flotta regionale. Sul posto decine di squadre dell’agenzia Forestas, dei vigili del fuoco, barracelli e volontari della Protezione civile. L’incendio di ieri ha raddoppiato i danni del giorno prima. Il maestrale ha reso la situazione difficile specialmente dove il fieno era alto.
«Stiamo verificando se c’è stata una riaccensione dell’incendio di ieri o se si tratti di accensione nuova – ha detto il comandante del Corpo forestale Gavino Diana –. In mattinata sono stati fatti gli interventi di bonifica ma nel pomeriggio il fuoco ha ripreso con vigore e le condizioni sono difficili. Il territorio è infatti molto arido, il fieno è alto e il forte maestrale fa il resto».
Vigili del fuoco e forestali avevano lavorato per buona parte della mattinata nelle operazioni di bonifica, ma evidentemente non sono bastate. Le alte temperature e il vento che si leva puntualmente dopo pranzo hanno alimentato focolai che non erano spenti del tutto e l’incendio ha ripreso ad ardere mentre si faceva una stima dei danni causati dal fuoco che ha percorso le campagne nel pomeriggio di venerdì, danniche sono notevoli. Il prezzo più alto lo pagheranno gli allevatori che hanno perso il pascolo e che, per alimentare il bestiame fino al prossimo autunno, dovranno acquistare mangimi e foraggio in attesa delle piogge che faranno ricrescere l’erba. Il fuoco ha devastato migliaia di ettari fra pascoli, sugherete e macchia, oltre 3.000 ettari che ricadono nella zona di protezione speciale (Zps) “Altopiano di Abbasanta” costituita per la presenza della gallina prataiola della quale è zona di nidificazione. Ieri il fuoco ha fatto il bis.
«Mi chiedo quanto costerà tutto questo – dice il sindaco di Dualchi, Ignazio Piras, – anche perché il risultato si è visto dopo cinque ore di lavoro. Il nuovo incendio ha bruciato il resto e questo mi manda veramente in bestia. L’incendio è partito dall’ex campo di aviazione di Borore, praticamente in pianura dove si poteva bloccare subito con la tempestività dell’intervento. A Dualchi ha percorso oltre due terzi del territorio bruciando tutto. Gestendo le cose in maniera diversa si sarebbero evitati moltissimi danni». I danni sono soprattutto quelli degli allevatori che hanno perso il pascolo. Un’azienda di Dualchi che ha più di 60 ettari di terreno, non dispone di un solo palmo di pascolo per alimentare il bestiame fino all’autunno. Venerdì nelle campagne di Dualchi si è sfiorata la tragedia quando il figlio e la figlia del titolare di un’azienda agricola hanno rischiato di morire in mezzo al fuoco mentre evacuavano degli animali che stavano per rimanere intrappolati nell’incendio.
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