La Nuova Sardegna

Nuoro

Il ritorno della Provincia verso le elezioni con Tidu

di Francesco Pirisi

L’amministratore nominato dalla Regione dovrà gestire una fase molto delicata Il presidente e i consiglieri saranno eletti dai sindaci dei 75 Comuni

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NUORO. Dopo la nomina dei giorni scorsi, oggi comincia il nuovo corso della Provincia con l’amministratore straordinario Costantino Tidu, che prende il posto della dimissionaria Maria Cristina Madeddu. Esponente del Pd nuorese, 64 anni, originario di Teti, Costantino Tidu rioccuperà la poltrona dell’ente di piazza Italia, che aveva governato da presidente sino a maggio 2015, quando la legge ponte della Regione aveva deciso l’ingresso dei commissari straordinari, in attesa della liquidazione degli enti, o comunque sino a nuove designazioni elettorali.

Saltata l’abolizione governativa nel referendum del 4 dicembre, il compito di Tidu sarà proprio quello di gestire la fase che porterà alle elezioni. Il tempo, già stabilito dalla giunta regionale, corrisponde a quello delle elezioni comunali del 2017, previste per la primavera. Voto non dei cittadini, ma dei sindaci dei 75 comuni della Provincia di Nuoro, che ha riguadagnato l'Ogliastra, ma senza la Planargia, la bassa Gallura e il Sarcidano, che ne avevano fatto parte nella prima vita dell'ente, nato nel 1926 con le province littorie del regime fascista.

I primi cittadini designeranno nella propria assemblea il presidente e un consiglio di 12 membri, in carica per un biennio. Una parte dei seggi saranno assicurati all’Ogliastra, dove viene istituita l’Area omogenea, con competenza a gestire i servizi provinciali nel territorio. Non sono previsti stipendi, ma piuttosto delle indennità per coprire economicamente i “chiamati” al compito di governo, così da poterlo svolgere senza patemi o oneri sulle finanze private.

Al nuovo amministratore il compito di mettere in atto le azioni di preparazione, in attesa del decreto del governatore Francesco Pigliaru di convocazione dei comizi elettorali. Tidu ha garantito un impegno immediato e si è detto convinto che la sopravvivenza della Provincia sia comunque un fatto istituzionale positivo, per lo sviluppo e il rilancio economico del Nuorese. Pur senza dimenticare i limiti finanziari. Proprio gli ultimi mesi sono stati tra i più difficili della sua storia per l'ente di piazza Italia. Solo il 12 dicembre l’amministratrice Maria Cristina Madeddu è riuscita a chiudere il bilancio 2016, sino a quel momento portato avanti con la formula della “gestione provvisoria”. Cinque mesi in bilico, dopo la scadenza del 31 luglio e con lo spettro della dichiarazione del dissesto finanziario. La chiusura grazie ai due milioni e 100mila euro inseriti nella Regione nell'assestamento del bilancio, per chiudere la partita tra uscite ed entrate ammontanti a 25milioni.

Salvi dunque sia alcuni interventi nelle scuole, sia il pagamento dei servizi per il trasporto in classe degli alunni disabili, per i quali sono venuti meno i fondi dello Stato. Niente risorse per la viabilità, che presenta in lungo e in largo i limiti di una manutenzione assente da tanto tempo. Disponibilità ridotte anche per la necessità di far fronte alla rata di ammortamento dei mutui (un milione e 700mila euro) ereditata dall’esercizio finanziario precedente, quando il bilancio è stato di 30 milioni di euro.

In mezzo l’ennesimo taglio dei fondi da parte dello Stato. La Provincia infatti non può più contare sulla percentuale delle Rca auto e sull’Ipt (Imposta provinciale di trascrizione) pagate nel territorio che nel 2003 valeva 17 milioni di euro. Un federalismo fiscale al contrario, da parte del governo, nella previsione che la riforma costituzionale avrebbe tolto tutti dall'impiccio, a iniziare dagli amministratori straordinari, subentrati alla fine del mandato popolare, nel giugno 2015. Ma nei fatti costretti nell’ufficio di piazza Italia a ingegnarsi per fare quadrare i conti. Tanto da portare Sabina Bullita, la prima investita della carica, a lavorare al taglio delle partecipate, ridotte a una quindicina, e senza più la presenza nelle fondazioni culturali, nel premio letterario Deledda e nell'Ailun, la libera università nuorese. Mentre riguardo alla biblioteca “Satta” è stata la Regione ad accollarsi l’onere, con la legge di riordino degli enti locali. Con 10 milioni di stanziamento ha anche chiuso il bilancio dell’anno passato. Senza però consentire alcuna riserva per il 2016, quando il dissesto è stato vicinissimo a dare il colpo del kappaò, più della legge costituzionale, finita realmente tappeto.

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