Il Fico degli ottentotti invade e colonizza le spiagge di Siniscola

Lorenzo Michieli, società nazionale di salvamento a mare «Una rovina incalcolabile, bisogna estirparlo subito»

SINISCOLA. Una specie infestante sta colonizzando da tempo le spiagge e le coste isolane: si tratta della carpobrutrus educis o come viene chiamato in Africa “Fico degli ottentotti”. Una pianta grassa che forma dei veri e propri tappeti erbosi, con fiori di colore porpora o giallo. I frutti sono commestibili e sono consumati soprattutto in Sudafrica. «Abbiamo notato che le dune a nord di Santa Lucia e nella spiaggia davanti a Sa Petra Ruia sono infestate da questa pianta – dice Lorenzo Michieli, della società nazionale di salvamento a mare –. Tutto il retro spiaggia, e anche le prime dune, sono già ricoperte di questa pianta che data la sua elevata adattabilità e capacità di riprodursi in modo vegetativo, nei luoghi di introduzione sta colonizzando vaste porzioni di territorio sardo e può diventare dannosa per le specie vegetali autoctone, con cui entra in competizione per lo spazio».

«A dimostrarlo – prosegue Michieli – gli estesi tappeti che coprono intere dune e che si possono vedere oltre che nel territorio siniscolese anche più a nord sino all’area marina protetta di Tavolara. Questa pianta succulenta appartenente alla famiglia delle aizoacene ed è originaria dell’Africa meridionale. In Sicilia, dove è diffusa in diverse zone della costa sud-occidentale, è conosciuta come “barba di monaco”. Il frutto è un baccello, iridescente con capsula grossolanamente papilata. Il frutto maturando ingiallisce emanando un caratteristico profumo, è commestibile dal sapore acido. Questa pianta tanto bella nel fiore ma tanto dannosa nel ricoprire velocemente gli spazi, vegeta in modo predominante sulle coste ove è presente in grandi macchie che coprono ormai dune e spiagge vicino al mare, grazie anche alla resistenza al salmastro. Introdotta a scopo ornamentale nelle aiuole o giardini, si è poi diffusa capillarmente in tutta l’isola, dove trova maggior sviluppo sulle dune e nelle spiagge. È comunque una pianta dalle molteplici applicazioni mediche – spiega Michieli –. In Sudafrica è usata per combattere la tubercolosi, è antisettica, astringente, è utilizzata per patologie gastroenteriche, secca è un fertilizzante eccezionale ma purtroppo per le nostre spiagge è una rovina incalcolabile e servirebbero interventi mirati per la sua estirpazione».

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