Ex esposti all’amianto, un incontro in Regione

Ottana, confronto tra una delegazione di Aiea e i capi gruppo in Consiglio L’assessore Luigi Arru: «Vogliamo assicurare un alto livello di qualità dei servizi»

OTTANA. Il proseguimento dell’istruttoria per inserire l’area di Ottana nei siti di interesse nazionali per le bonifiche (i cosiddetti Sin), l’accelerazione dei lavori del tavolo tecnico istituito dall’assessorato regionale alla Sanità per uniformare le prestazioni sanitarie e medico-legali per gli ex esposti e l’approfondimento a tutto campo della materia dell’amianto attraverso una specifica riunione del Consiglio regionale aperta ai contributi della comunità scientifica e alle esperienze dei lavoratori interessati.

Questi i temi al centro dell’incontro che si è tenuto a Cagliari tra i capigruppo in Consiglio regionale e una delegazione l’Aiea (Associazione italiana esposti all’amianto) e al quale hanno partecipato anche gli assessori alla Sanità, Luigi Arru e all’Ambiente, Donatella Spano.

Nel corso dell’incontro, presieduto dal vice presidente Eugenio Lai, i rappresentanti dell’Aiea, guidati dalla presidente regionale, Sabina Contu, hanno insistito sulla necessità di concludere in tempi brevi i lavori del tavolo tecnico incaricato di mettere a punto protocolli e procedure comuni a tutto il servizio sanitario regionale perché, a oltre 10 anni di distanza dall’istituzione del registro dei pazienti colpiti da patologie collegate all’amianto, il numero degli iscritti (poco più di 1300) è ancora troppo basso rispetto alla realtà dei grandi insediamenti industriali (da Assemini a Porto Torres a Ottana) in cui migliaia di lavoratori (molto probabilmente più di 50.000 negli anni) sono venuti a contatto col pericoloso materiale, contraendo gravi malattie tumorali al termine di un lungo periodo di incubazione.

Molti ex lavoratori di Ottana hanno purtroppo perso la vita (120 negli ultimi anni, 30 nel solo 2016), ma sono ancora tantissimi, come ha ricordato l’Aiea, gli ex esposti che aspettano una risposta dalle istituzioni, non solo sulle prestazioni sanitarie e le diagnosi precoci, ma anche sulla tutela medico-legale e previdenziale.

«Il modello che abbiamo scelto – ha dichiarato l’assessore della Sanità, Luigi Arru – è quello di lavorare secondo metodologie unitarie e interdisciplinari assicurando un alto livello della qualità dei servizi. Un modello, questo, che abbiamo scelto per riorganizzare la sanità sarda e che intendiamo applicare anche a questi pazienti particolari». L’assessore ha, infine, ribadito tutto il suo impegno «per favorire la conclusione dei lavori del tavolo tecnico e cominciare a lavorare secondo i nuovi standard».

L’assessore all’Ambiente, Donatella Spano, dal canto suo, ha affermato che l’azione della Regione è ispirata al principio che “chi inquina paga”, per cui, anche tenendo conto dei requisiti previsti dal ministero dell’Ambiente, «l’inserimento di Ottana fra i siti di interesse nazionale per le bonifiche è una battaglia giusta che sosterremo in tutte le sedi istituzionali».

Nel dibattito sono intervenuti i capigruppo Daniele Cocco (Sdp), Gianfranco Congiu (Partito dei Sardi), Angelo Carta (Psd’Az), Gaetano Ledda (Misto), Attilio Dedoni (Riformatori sardi), Pietro Pittalis (Forza Italia) e la consigliera del Pd Daniela Forma. Tutti hanno rabadito la necessità di procedere sulla strada delle bonifiche per cercare di dare un nuovo sviluppo all’area industriale di Ottana.

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