«Colpito dalla severità e apertura dei ragazzi»

NUORO. «Sono stato colpito da tre cose – racconta il consigliere regionale Roberto Deriu (Pd): innanzitutto la bella relazione iniziale, della professoressa Bonfante, che ha richiamato le ragioni che...

NUORO. «Sono stato colpito da tre cose – racconta il consigliere regionale Roberto Deriu (Pd): innanzitutto la bella relazione iniziale, della professoressa Bonfante, che ha richiamato le ragioni che hanno spinto i docenti di storia del liceo a proporre ai loro studenti una riflessione sull’essere cittadini, e sulla possibilità di occuparsi di politica, nella considerazione del fatto che la politica, senz’altro, si sarebbe un giorno o l’altro occupata di loro; la seconda, la passione e la serietà con la quale gli ex parlamentari (quelli famosi con il vitalizio, che secondo i critici farebbero la bella vita infischiandosene di tutto e di tutti) hanno risposto alle domande degli studenti offrendo la testimonianza della loro vita e della loro esperienza e le loro ambizioni e le loro speranze nei confronti della nuova generazione, che hanno ripetutamente esortato ad assumere la coscienza del loro futuro ruolo dirigente dell’Italia di domani; infine la tranquilla serietà degli studenti, la loro severità e nel contempo apertura, l’atteggiamento laico e asciutto di chi pone delle domande e fa delle considerazioni con la tranquillità di chi, sicuro di sé, e proprio per questo aperto alle ragioni e ai punti di vista diversi dai suoi».

Deriu parla a margine del confronto che ha visto protagonisti gli studenti del Fermi e i “politici sardi”, ex parlamentari sardi, attuali, e consiglieri regionali. «Si è parlato di tanti argomenti – va avanti Deriu –: la politica in Italia com’è e come dovrebbe essere e non essere, nell’epoca dei social; l’Italia in Europa; la politica e l’Istruzione; la Sardegna e i suoi problemi visti dai giovani; la nuova Europa dell’immigrazione». «Il dibattito è stato molto serrato, le domande erano poste con cortesia ma anche con molta determinazione a ricevere una risposta, e, quando la risposta non arrivava, veniva chiesto conto di ciò. Forse non siamo riusciti, “noi politici”, a rispondere compiutamente a tutte le domande. Ma probabilmente era impossibile tentare una sintesi degli immensi argomenti che venivano proposti, tutti bisognosi d’essere trattati in chiave storica, con esempi numerosi, e attraverso la disamina di più correnti di pensiero che si sono espresse sui temi trattati nel corso degli anni». «Assisteva ai lavori anche uno degli autori del volume pubblicato dall’associazione degli ex parlamentari, che ha raccolto gli atti di precedenti sessioni di questo lavoro con le scuole, il consigliere nazionale degli studenti universitari Francesco Pitirra, il quale ha riportato, sul suo profilo Facebook, alcune frasi significative di questo dibattito. Ognuno di noi ha scelto di tentare di usare un linguaggio più semplice, più accessibile possibile, anche se non sono mancati dei fraintendimenti nel corso della discussione».

«Diciamo i concetti attraverso parole che risultano ambigue, quando non le condividiamo con pazienza – spiega l’esponente del Pd –. Pazienza: forse è la qualità che più serve in questo momento, per costruire un dialogo tra le generazioni e consentire la tradizione, cioè la trasmissione dell’esperienza del passato a chi ha la responsabilità del nostro futuro, cioè i nostri giovani. Li ho trovati forti nella loro convinzione di doversi formare un’opinione in modo libero, e questo mi ha dato nuova speranza e nuova motivazione per proseguire, nel mio piccolo, e con i miei poveri mezzi – chiude Roberto Deriu–, le attività di formazione e diffusione delle tecniche della politica, operando, sperimentando, pregando affinché sorga e si rafforzi una nuova coscienza civica, una nuova fedeltà repubblicana, un nuovo entusiasmo costituzionale».

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