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Nuove fogne, lavori entro un mese

di Sergio Secci
Nuove fogne, lavori entro un mese

Il sindaco Tola: «Presto riaprirà il cantiere nella zona di Careddu»

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POSADA. Ancora fermi i lavori per il completamento della condotta fognaria che porta i reflui dalla zona di Careddu, al confine con il territorio di Budoni, sino al depuratore di s’Istanzolu. Una condotta fognaria danneggiata dalla piena del fiume di San Simone che nel 2009, spazzò via il ponte di Lucchette sulla statale 125. Ci sono voluti ben cinque anni per la ricostruzione dell’attraversamento stradale e soltanto successivamente, sono iniziati i lavori per rimettere in sesto la condotta.

A causa però di un contenzioso con l’impresa appaltatrice, i lavori per la realizzazione di un ponte-tubo che consentisse di attraversare il fiumiciattolo a bordo della statale, si sono interrotti e solo recentemente, l’impasse si è sbloccato. «L’impresa sta lavorando alla realizzazione della tubazione in metallo – fanno sapere in Comune – e la lavorazione su questi pezzi speciali si dovrebbe concludere entro l’anno per essere poi istallati sulla struttura di fondazione già realizzata». L’amministrazione comunale nega, invece, che ci siano stati potenziali sversamenti di reflui nelle campagne circostanti. «Un’ipotesi che non risulta all’ente – dice il sindaco Roberto Tola – in quanto tutte le abitazioni ubicate nella località Careddu sono provviste di fossa settica. In ogni caso stiamo sollecitando continuamente la direzione lavori e l’impresa affinché si chiuda definitivamente questa annosa vicenda».

«Per quanto riguarda, invece, i reflui di Sas Murtas non c’è nessuna emergenza – conclude il sindaco –. Questi vengono trattati nell’impianto ubicato nella frazione che periodicamente visitiamo anche noi amministratori, e che risulta perfettamente funzionante». Per bocca degli amministratori quindi la ditta di Sabaudia dovrebbe poter consentire i lavori di collettamento dei reflui dalla zona di Orvile sino al depuratore entro qualche mese ponendo fine alle proteste degli abitanti della zona e mettendo in sicurezza il territorio compreso all’interno del parco regionale di Tepilora da eventuali fuoriuscite di liquami.

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