il delitto di mamoiada
Omicidio Sella, a gennaio comincia il giudizio d’appello
NUORO. In primo grado, a inizio febbraio del 2016, era finita con una condanna a 18 anni davanti al gup. Ma tra un mese esatto, il 12 gennaio, la battaglia giudiziaria tra le parti riprenderà davanti...
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NUORO. In primo grado, a inizio febbraio del 2016, era finita con una condanna a 18 anni davanti al gup. Ma tra un mese esatto, il 12 gennaio, la battaglia giudiziaria tra le parti riprenderà davanti ai giudici d’appello. È stata fissata per il 12 del prossimo mese, infatti, la prima udienza a Sassari del processo di secondo grado per l’omicidio di Danilo Sella, il giovane di Mamoiada ucciso il 18 settembre del 2008 nelle campagne di Su Frau, vicino al paese. Per quel delitto, compiuto a colpi di fucile, era stato rinviato a giudizio, e in seguito condannato a 18 anni in primo grado, uno dei migliori amici di Sella: il suo giovane compaesano Marcello Gungui. Per la difesa di Gungui, rappresentata dagli avvocati Gianluigi Mastio e Basilio Brodu, il loro assistito, con la tragica fine di Sella, non c’entrava proprio nulla e tanti aspetti delle indagini lo dimostravano. Di tutt’altro parere, invece, anche al processo di primo grado, erano stati i difensori di parte civile: gli avvocati Francesco Lai e Sebastian Cocco, che tutelano gli interessi della mamma di Sella, Francesca Piu. Il giudice per l’udienza preliminare aveva dato ragione a questi ultimi e al pm Andrea Vacca che aveva sollecitato una condanna a 18 anni per Gungui. Per il gup, dunque, come aveva scritto nelle motivazioni della sentenza, sulla colpevolezza di Gungui «non c’è spazio per alcuni ragionevole dubbio». Gungui, aveva spiegato il giudice, era con l’amico Danilo fino alla sera prima della morte di quest’ultimo e si era accordato con lui per recarsi in campagna, l’indomani mattina, per uccidere un cane randagio che infastidiva le loro pecore. Sempre secondo il gup l’alibi di quel giorno presentato da Marcello Gungui «si è dimostrato in breve tempo del tutto fasullo e artificioso». (v.g.)
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