La Nuova Sardegna

Nuoro

Macomer spera ancora di riabbracciare il 18enne scomparso

di Alessandra Porcu
Macomer spera ancora di riabbracciare il 18enne scomparso

MACOMER. Scomparso nel nulla. Questo ripetono da oramai un mese i familiari e gli amici più stretti di Manuel Careddu. «Sembra che le tenebre, la sera di quel maledetto 11 settembre, abbiano...

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MACOMER. Scomparso nel nulla. Questo ripetono da oramai un mese i familiari e gli amici più stretti di Manuel Careddu. «Sembra che le tenebre, la sera di quel maledetto 11 settembre, abbiano inghiottito mio nipote». Gavina Puggioni, nonna del giovane 18enne di Macomer sparito alla stazione di Abbasanta, non ha pace. Non riesce a dare risposta ai tanti interrogativi che da quattro settimane affollano la sua mente.

Il pensiero che a Manuel possa essere successo qualcosa di brutto, di grave, è inaccettabile eppure: «Dopo tutto questo tempo senza sue notizie – sussurra con un filo di voce – cosa dovremmo pensare?». Intanto sul fronte investigativo c’è una novità.

«Le indagini – precisa il procuratore della Repubblica di Oristano, Ezio Domenico Basso – non sono più affidate al Commissariato di Macomer e alla Squadra Mobile di Nuoro». Nel frattempo in procura sono state sentite, oltre a Fabiola Balardi mamma di Manuel, anche le persone che per ultime avrebbero visto il giovane.

Quelle che, secondo la ricostruzione dei fatti, lo avrebbero incontrato proprio la sera della sua scomparsa. Dopo essere sceso dal bus navetta proveniente da Cagliari, Manuel si sarebbe fermato a parlare con alcuni ragazzi, tra cui una giovane donna. Proprio le loro testimonianze sarebbero al vaglio degli inquirenti e potrebbero essere indispensabili per mettere insieme i pezzi del puzzle. Le loro dichiarazioni, i loro “non ricordo" e i loro alibi potrebbero aver già condotto chi indaga su una pista ben precisa. Supposizioni non confermate dal Procuratore Basso che sottolinea: «Al momento sarebbe prematuro ipotizzare una strada in particolare. Niente viene escluso. Tutte le possibilità sono aperte e al vaglio degli inquirenti».

Nel frattempo a Macomer l’attesa si prolunga, così come l’angoscia che cresce di giorno in giorno. La casa di Manuel, nel quartiere di Santa Maria, è un continuo via vai di parenti e amici. Tutti stretti gli uni agli altri a sperare e a pregare di poterlo riabbracciare il prima possibile. «Manuel se puoi torna. Noi ti aspettiamo». Questo il loro instancabile appello.

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