La Nuova Sardegna

Nuoro

«Io, vittima dei bulli perché gay»

di Stefania Vatieri
«Io, vittima dei bulli perché gay»

Francesco, ventun anni, racconta la difficile adolescenza in citta e i suoi sogni: vorrei fare il truccatore

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NUORO. L'omertà è stato il muro più difficile da abbattere. «Mi sono sentito solo di fronte agli attacchi verbali degli omofobi che ogni giorno mi seppellivano di insulti, nessuno si schierava dalla mia parte». A qualsiasi ora del giorno e della notte l'incubo si ripeteva: le crasse risate dei ragazzi facevano eco a una lunga serie di offese. «Vergognati», «Perché ti trucchi?», «Sei una femminuccia?». Le parole dei bulli sono pesanti come macigni, laceranti, talmente incisive da lasciare il segno. Nonostante la paura che ancora oggi qualche volta torna a fare breccia nella sua vita, Francesco Simula, omosessuale nuorese di ventuno anni, sceglie di raccontare la sua storia per lanciare un importante messaggio a tutti coloro che si trovano a vivere situazioni analoghe.

«Se dovessi scegliere una parola per descrivere la mia adolescenza a Nuoro sicuramente sarebbe “l'inferno” – racconta Francesco con un velo di malinconia –. La mia è stata una scelta di vita che certamente accomuna molte persone, ma scoprire la propria sessualità e accettarla fin da giovani in una città come questa non è stato sicuramente facile». È l'inizio di un periodo difficile per il giovane omosessuale nuorese, segnato dagli insulti e dalle offese che si ripetevano almeno una volta al giorno, diventando un'abitudine. «Fin dalle scuole elementari sono stato vittima dei bulli – spiega –. All'inizio, forse perché bambini, si limitavano a farmi semplicemente brutti scherzi, spingendomi o buttandomi libri e quaderni per terra. Poi con l'inizio delle scuole medie le cose sono cambiate radicalmente. Le offese hanno iniziato a essere più mirate e difficilmente venivo accettato nel gruppo dei compagni maschi». Ma nonostante gli insulti fossero all'ordine del giorno, Francesco inizia a coltivare il suo più grande sogno: diventare un parrucchiere e truccatore professionista. «L'indifferenza è stata la mia più preziosa arma contro queste persone – prosegue il giovane – un atteggiamento che mi ha accompagnato per tutta l'adolescenza e che mi ha dato la forza di coltivare l'amore sfrenato che nutro per la moda e il trucco. Ho così deciso di aprire un canale su YouTube che ho chiamato “Goldenupfashion” dove condivido alcuni consigli sul make up, sulle ultime tendenze ma anche sulla mia vita personale. Ricevo centinaia di complimenti ma anche insulti riguardo la mia omosessualità, ma ormai ci ho fatto il callo».

Alla domanda se ha mai pensato di farla finita, Francesco risponde con un sonoro: «Ma neanche per sogno! Amo troppo me stesso e la mia vita, io mi sono accettato, così come lo ha fatto anche la mia famiglia, quindi il problema non è più il mio ma di chi scarica la propria frustrazione e rabbia contro i più deboli. All'ignoranza rispondo con l'indifferenza».

Una testimonianza toccante che ripercorre la dolorosa esperienza di un ragazzo adolescente con l'omofobia e il bullismo tra i giovani nuoresi. «Ancora oggi quando cammino per le vie del centro cittadino con i miei pochi ma buoni amici sento i commenti che la gente fa su di me: penso che ci vorranno ancora tanti anni prima che Nuoro riesca a vincere l'omofobia. Nel frattempo partirò per cercare di diventare un make up artist, lavorare nel mondo dello spettacolo o della moda e avere così il mio personale riscatto». Dal racconto dell'esperienza personale al messaggio rivolto ai giovani: «Reagite, non subite in silenzio, parlate della vostra situazione con amici, familiari e autorità perché le persone che si vogliono prendere gioco di voi non smetteranno mai di farlo. Dobbiamo reagire contro chi vuole cambiare le nostre abitudini e renderci la vita impossibile».

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