“L’accoglienza” e i veleni l’ex direttrice a giudizio

La vicenda della casa di riposo si arricchisce con un nuovo capitolo processuale Secondo le accuse Serra accusò ingiustamente l’ex amministratrice giudiziaria 

NUORO. Nuova vicenda giudiziaria per Rossana Serra l’ex direttrice della casa di riposo di via Aosta rinviata a giudizio ieri mattina dal gup Cozzella per il reato di calunnia. La donna difesa dall’avvocato Francesco Lai è accusata di aver incolpato, nella consapevolezza della sua innocenza Maria Eugenia Cosseddu, ex amministratrice giudiziaria e custode della struttura “L’Accoglienza”, all’epoca sotto sequestro preventivo nell’ambito del procedimento sui maltrattamenti.

La parte lesa si è costituita parte civile con l’avvocato Franco Stara. Il reato contestato risale al 2018 quando la Serra con una denuncia aveva incolpato la Cosseddu di non aver adempiuto pienamente all’ordinanza del Tribunale di Nuoro che aveva disposto il dissequestro dei locali della casa di riposo.

L’ex direttrice, in particolare aveva riferito che l’ex amministratrice giudiziaria aveva omesso di consegnarle tutta la documentazione necessaria per la continuazione del servizio e non le aveva reso possibile l’accesso al conto corrente bancario della cooperativa. A seguito della denuncia-querela era stata aperto un procedimento a carico della Cosseddu, nel quale era stato accertato che la stessa aveva consegnato alla Serra tutta la documentazione relativa alla casa di riposo e che, dopo il dissequestro della struttura non aveva alcun potere di operare sul conto corrente bancario della struttura. Rossana Serra, già condanna a 5 anni in primo grado per i maltrattamenti alla casa di riposo di via Aosta, con richiesta confermata dal pg Stefano Fiori nel processo d’ Appello che si sta svolgendo a Sassari, una settimana fa si è vista notificare una informazione di garanzia per l’ipotesi di reato di maltrattamenti e abbandono di incapace.

L’ex direttrice, ora consulente per la gestione del personale all’interno della casa di riposo, è indagata insieme a Tania Ena, impiegata nel ramo della gestione del personale, per la morte di un pensionato 84enne, deceduto il 17 febbraio a poche ore dal ricovero all’ospedale San Francesco. Secondo l’amministratrice di sostegno – che ha presentato denuncia – l’anziano sarebbe morto per negligenza del personale della struttura in cui era ospite.

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