La Nuova Sardegna

Nuoro

Il Covid mette un freno all’attività del tribunale

di Luca Urgu
Il Covid mette un freno all’attività del tribunale

Il presidente Amato traccia il bilancio del suo primo quinquennio in Barbagia  «In arrivo nuovi magistrati. Nel 2020 era previsto un taglio delle cause»

3 MINUTI DI LETTURA





NUORO. Il coronavirus ha per ora frenato un treno in corsa. La macchina giustizia ha un andamento a volte lento per la lotta ingaggiata nelle ultime stagioni ad intaccare le cause pluridecennali pendenti ma progressivo. In queste settimane il tribunale di Nuoro ha un aspetto quasi surreale, apparentemente da smobilitazione ferragostana, con personale ridotto ai mini termini e udienze rinviate a data da stabilirsi. È comunque presente, con parte dei magistrati e del personale amministrativo, per far fronte alle attività urgenti e indifferibili, il presidente del tribunale Vincenzo Amato, che nel 2020 chiude il suo primo quinquennio barbaricino con un bilancio più che positivo. Cagliaritano, è un magistrato molto apprezzato per le sue doti di equilibrio, umanità e grande preparazione. Si deve infatti molto alla sua programmazione la nuova stagione del foro nuorese e della produttività dei suoi uffici, malgrado le difficoltà negli organici. Sul lato giudicante, per i magistrati la situazione è cambiata da quando Tiziana Longu è stata nominata presidente della sezione civile. «Questo ha comportato una diminuzione del numero dei giudici presenti a 10 su 13 in organico. Sono stati destinati a Nuoro, però, due magistrati di prima nomina che, al termine del tirocinio, prenderanno possesso, una al civile e uno al penale. Arriveranno a fine novembre, salvo proroghe del tirocinio causa Covid-19. I posti coperti saranno quindi 12 su 13» ha annunciato il presidente Amato. Particolari preoccupazioni arrivano dal personale amministrativo.

Una situazione deficitaria che si è ulteriormente aggravata per lo status della cancelleria e dalla mancanza di un dirigente. Nella sezione penale, anche per il funzionamento della Corte di assise, il presidente di sezione Giorgio Cannas ha potuto contare per la prima parte dello scorso anno soltanto su due dei cinque giudici togati previsti, oltre che sui due giudici onorari.

Meglio nel civile con cinque dei sei giudici in organico al lavoro, più gli onorari. «Il tribunale di Nuoro è un ufficio di piccole dimensioni al quale vengono destinati soprattutto magistrati di prima nomina e dove l’avvicendamento dei giudici è frequente. Circostanza che come si è visto – unitamente a congedi per maternità o simili – fa sì che ciclicamente si creino scoperture di organico a volte anche gravi e destinate a protrarsi per diversi mesi» spiega Amato che ricorda come gli obiettivi prefissati nel civile siano stati sinora raggiunti con la definizione di 3.931 procedimenti, di cui 927 con sentenza e 3.004 con altre modalità. Per quanto riguarda il penale è diminuita la pendenza dei processi attribuiti al collegio (da 55 a 50), mentre è rimasto invariato l’arretrato pluriennale (11 processi pendenti da tre o più anni). «Si prevedeva che l’andamento dei collegi, con la stabilità raggiunta nella loro composizione, per il 2020 avrebbe causato una riduzione positiva delle pendenze sino a circa 30, corrispondente alla definizione dei nuovi processi per dell’anno in corso e di quelli pendenti da più tempo – sottolinea Amato che parla anche di una situazione analoga per il dibattimento monocratico –. Qui la pendenza complessiva anche in considerazione della riduzione delle sopravvenienze, è diminuita significativamente (da 1.696 processi a 1.470), mentre il numero dei processi con durata superiore ai tre anni (pari a 161 nella precedente rilevazione), invece, è in aumento (337), a causa del numero particolarmente elevato dei processi prevenuti nell’anno 2016 (oltre 1.700) e non ancora completamente esauriti» dice il magistrato.

Per il 2020, poteva prevedersi la definizione di un numero di procedimenti pari a circa 1.100, superiore quindi a quelli in ingresso (stimabili in circa 1.000), con una sensibile riduzione delle pendenze ultra triennali. I risultati potranno tuttavia essere influenzati negativamente dalla sospensione delle attività ordinarie, disposta dalla legge per la necessità di provvedere al più elevato “distanziamento sociale” della popolazione, e potranno essere stimati soltanto alla fine dell’anno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il messaggio inquietante

Sul muro la scritta “Paga i buffi”, poi gli incendiano casa e due auto

di Daniela Deriu
Le nostre iniziative