Maltempo nel Nuorese, la pioggia sommerge Cala Luna

Giorgio Romano, operatore turistico: «Madre natura ci ridarà la spiaggia più bella di prima»

DORGALI. Distanze da tenere in spiaggia? Per la perla del Mediterraneo, se le cose non cambiano, la soluzione l’ha trovata il maltempo riproponendo il fenomeno dell’acqua alta, come e più di Venezia. È sparita la spiaggia di Cala Luna, spazzata via dalla furia dell’acqua del fiume che in questi giorni di intensa pioggia scende copiosa dalla Codula travolgendo tutto ciò che trova lungo il cammino. Adesso al posto della sabbia bianchissima c’è una grande distesa d’acqua salmastra. Un quadro desolante. L’arenile non c’è più. Altro che mettere barriere in plexiglas o altre congegni capaci di isolare e sopratutto far mantenere le distanze di sicurezza da contagio, da tenere tra i bagnanti a seguito della emergenza Covid 19. Ci ha pensato la natura.

E madre natura stessa rimetterà le cose a posto così che la spiaggia più bella del Mediterraneo che Dorgali condivide con il comune di Baunei, ritornerà più bella di prima. Ne è convinto Giorgio Romano, operatore turistico gononese trapiantato a Monza, titolare assieme al fratello Antonello della motonave Thurcali. Figlio di Stefano Romano, uno della famiglia dei ponzesi arrivati a Cala Gonone nel 1932. Una spedizione partita dall’isola di Ponza alla ricerca di mari più pescosi, con una piccola flotta di barche a remi costeggiando l’isola del Giglio e la Corsica prima di approdare in Sardegna. Pescatori e profondi conoscitori della costa tra Dorgali e Baunei, i ponzesi. Niente drammi come è successo in passato, anche quando si decretava sommariamente la morte della famosa spiaggia. «È una cosa normalissima, e menomale che questo fenomeno si crea, se questo ogni tanto non avviene Cala Luna muore. La spiaggia esiste grazie a questo fenomeno» afferma con convinzione Giorgio Romano che sin da bambino a bordo delle imbarcazioni del padre ha frequentato e conosce ogni segreto della costa.

«L’acqua del torrente nella gola, la cosiddetta Codula che corre tra i monti di Baunei in un percorso tortuoso lungo ben 13 chilometri, in occasione delle grandi piogge come in questi giorni, porta giù una quantità impressionante d’acqua e sopratutto la sabbia che trova sul suo cammino. Quando il livello dell’acqua si abbassa, fenomeno che si verifica in genere dopo una quindicina di giorni, tempo permettendo, quando il fiume si placca, l’acqua dolce non ha più la forza di arrivare in mare. A quel punto – continua Romano – entrano in azione le mareggiate che riporta la sabbia nell’arenile, formando una spiaggia ancora più bella. E questa è la bellezza e la forza straordinaria della natura. Quando ero ragazzino, le piogge erano più intense, senza la violenza degli ultimi tempi. Lo stagno di Cala Luna era un tutt’uno con il mare. Ricordo che in più occasioni con la barca di mio babbo o dei miei zii si arrivava in fondo anche dopo il ristorante. In quegli anni la spiaggia iniziava dalla prima grotta, per chi arriva da Cala Gonone, ora è da almeno 20 anni che manca quel lembo di spiaggia lungo circa 80, 100 metri. Ricordo che a seguito di un fenomeno di questo tipo, negli anni Sessanta era sparita la sabbia a ridosso del laghetto lasciando la terra dove poi sono nati i famosi oleandri dei quali si era innamorata Lina WertMuller quando girava il famoso film “Travolti da un insolito destino” nell’azzurro mare d’agosto. Una splendida cornice di fiori rosa in seguito spazzata via sempre dalla natura nel 2004 e poi sostituita da un bruttissimo canneto. Insomma – conclude Giorgio Romano mentre guarda un video della “sparizione” della spiaggia di Cala Luna, girato da una suo amico – tutto, per dire che comanda la natura e più acqua arriva dalla Codula e più sabbia scende a mare per formare la spiaggia della prossima estate».

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