«Finanziamenti diretti per salvare le aziende»

Macomer, le richieste della presidente di Confcommercio, Stefania Puma «Il fondo di garanzia non aiuta. Servono soldi, almeno in parte, a fondo perduto»

MACOMER. Decisa presa di posizione di Stefania Puma, presidente circoscrizionale di Confcommercio, molto critica riguardo ai provvedimenti adottati finora a livello nazionale e regionale per sostenere le imprese chiuse ormai da diverse settimane: «Stiamo vivendo uno snodo storico epocale, ma per un comparto già alle prese con tante difficoltà pregresse è un vero disastro. Penso alle imprese in generale ma ancora più al settore del pubblico esercizio, con bar e ristorazioni che a oggi non sanno quando e come potranno riaprire. Accanto alla perdita degli incassi giornalieri ciò che fa male è constatare come lo Stato centrale abbia deciso di aiutare l'imprenditoria in crisi attraverso il Fondo di garanzia su finanziamenti di importo sino ai 25 mila euro, che altro non è che un prestito utile a coprire solo una minima parte dei danni, e che, in ogni caso, deve essere restituito nella sua totalità, interessi inclusi».

La critica della rappresentante dei commercianti del Marghine si estende anche alle misure assunte dalla Regione Sardegna che «da un lato, ha emesso ordinanze e provvedimenti incomprensibili, limitando ulteriormente le poche riaperture consentite, e, dall’altro, ha sfornato un bonus di 800 euro su cui è meglio soprassedere».

Apprezzata, invece, l’iniziativa della Camera di commercio di Nuoro che, attraverso il presidente Agostino Cicalò, ha istituito un contributo a fondo perduto per l’abbattimento del tasso d’interesse sui finanziamenti. «In questo modo – spiega Stefania Puma – si favoriscono gli investimenti produttivi e la liquidità necessaria per la gestione aziendale. Da apprezzare anche la possibilità di acquisto agevolato di mascherine protettive con certificazione». Quali sono, in questo momento le priorità delle aziende? L'imprenditrice di Macomer non ha dubbi: «Servono finanziamenti diretti e, almeno in parte, a fondo perduto, senza burocrazia e con ampi fondi in dotazione; significative detassazioni, dirette ed indirette, nazionali e regionali, e taglio dei contributi per i collaboratori».

L’auspicio del vertice zonale di Confcommercio è che si possa riaprire fin da subito: «Per fortuna tutto il Marghine è Covid-free e tante aziende, per loro caratteristiche, sono in condizioni di ripartire immediatamente rispettando sicurezza e distanziamento e disponendo dei sistemi di protezione necessari. Non vi è dubbio che la ripresa sarà molto dura. Ogni azienda dovrà investire ancora di più sulla sicurezza e sull'alfabetizzazione digitale. L’associazione è pronta a fare la sua parte accanto agli operatori economici».

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