Scuola, 210 pensionamenti dal prossimo settembre

Maria Di Patre (Gilda): «Basta con la didattica a distanza: serve un piano serio» In Barbagia e in Ogliastra resta aperto il problema delle “classi pollaio”

NUORO. Didattica a distanza? Abbiamo già dato, dice il sindacato Gilda, e sarebbe ora di studiare un ritorno in classe «perché, insieme alle famiglie e agli studenti, gli insegnanti hanno speso anche troppo del loro tempo e delle loro risorse, facendo spesso i conti, soprattutto nel Nuorese, spesso con connessioni internet non adeguate e strumenti inesistenti». E poi il capitolo precari e pensionamenti. Da settembre, secondo il sindacato, nel Nuorese ben 210 professionisti lasceranno la scuola. E sessanta di questi saranno docenti che lasceranno le Superiori, mentre 21 saluteranno le medie, 60 le elementari e 38 le materne, insieme a 35 del personale amministrativo. E questo dato, spiega il rappresentante regionale Gilda, Gianfranco Meloni «aggraverà sensibilmente il ricorso a contratti precari». Terzo punto: la ripresa a settembre. «Sarà difficile – spiega la vicecoordinatrice nazionale della Gilda, Maria Domenica Di Patre – perché in particolare nella nostra provincia bisognerà risolvere la questione delle “classi pollaio”, soprattutto se si vogliono rispettare le prescrizioni che prevedono un maggior distanziamento tra gli alunni. Siamo anni che chiediamo al ministero di risolvere questo problema, ben prima che si scatenasse l’emergenza, ma finora non è stato affrontato. E il ministro non ascolta i sindacati».

Nonostante la quarantena e le battaglie di questo periodo condotte da distanza, Maria Domenica Di Patre non ha perso nulla del suo temperamento battagliero e della schiettezza, nel descrivere le cose senza peli sulla lingua. Dalla sua casa nuorese, dove sta trascorrendo anche gli ultimi scampoli della quarantena come tutti, la numero 2 nazionale della Gilda racconta le ultime battaglie per difendere la scuola. «Uno dei problemi più grossi di questo periodo è quello legato alla didattica a distanza – spiega – non conto le telefonate che ricevo da parte di docenti disperati e stanchi. C’è chi, come a Gadoni, segnala che è impossibile farla visto che lì la connessione internet non funziona. C’è una insegnante ogliastrina di sostegno, invece, che per poter lavorare a distanza con il suo studente, deve aspettare che rientri dal lavoro la zia del ragazzo, in modo che lo possa aiutare. Mentre altri, invece, non ce la fanno più perché la didattica a distanza costa tante ore di lavoro, spesso non previste dal contratto, e nessuno ne ha dettato le regole. Senza dimenticare che da noi, nel Nuorese, in tante famiglie non ci sono i computer. La didattica a distanza non è vera didattica, andava bene solo per l’emergenza. Per settembre serve altro».

E proprio in vista della ripresa, agiunge Maria Di Patre, «abbiamo chiesto una diminuzione delle “classi pollaiO”. Servono pochi alunni per classe in modo che si riescano a rispettare le distanza. Ma il ministro Azzolina finora non ha ascoltato i sindacati e le nostre richieste, i ha solo detto che farà una task force di scienzati per studiare la ripresa, ma nessuno sta sentendo i docenti. Siamo pronti a dare battaglia a Roma ancora una volta. Saranno mesi e un autunno caldo». «Il tema più importante per la ripresa – spiega il coordinatore regionale della Gilda, Gianfranco Meloni – è quello del ripristino di una scuola fatta di relazioni fisiche, in cui la tecnologia resti come ausilio ma non certo come sostituto. E diventa fondamentale, per questo, riflettere seriamente sul problema degli organici, finora affrontato solo con piglio ragionieristico, quasi arrogante».

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