La Nuova Sardegna

Nuoro

«Noi parrucchieri senza più speranza»

di Giulia Serra
«Noi parrucchieri senza più speranza»

Macomer, il racconto di Donatella Gramai: «Traditi dallo Stato, siamo senza aiuti»

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MACOMER. È un cielo plumbeo quello che incombe sulle piccole attività. L'emergenza Covid-19 e le misure per il suo contenimento stanno mettendo a dura prova chi, con fatica ed abnegazione, ha scelto il lavoro autonomo a servizio delle persone. Da Macomer arriva la testimonianza di una rappresentante del settore dei parrucchieri, Donatella Gramai, titolare insieme al marito di un salone aperto in città circa 15 anni fa. La sua è la voce di chi, avendo avviato un'attività familiare, si ritrova ad avere un reddito da lavoro che proviene unicamente da quell'esercizio: «Siamo delle Partite Iva e, come sa bene che appartiene a questa categoria, i problemi e le difficoltà sono all'ordine del giorno – dice Donatella –, ma nonostante gli enormi sacrifici, siamo sempre stati positivi. Abbiamo acquistato il negozio, abbiamo rischiato e ci siamo sempre accontentati del poco, riuscendo a pagare tutto. Poi è arrivato questo evento inaspettato e straordinario che ha dato l'ennesima batosta alle imprese e ai lavoratori, la pandemia».

Racconta della presa di coscienza dell'evento, della decisione di chiudere per precauzione il salone già prima delle disposizioni governative, degli obblighi di pagamento affrontati con responsabilità per non lasciare indietro nessuno: «Per pagare i rappresentanti, i mutui, le bollette e tutto ciò che comporta l'attività, abbiamo deciso di ricorrere ad un finanziamento per 10mila euro. Non volevo bloccare nessun pagamento e credevo di riuscire a gestire i conti fino alla riapertura del salone. Poi ho ascoltato le decisioni assunte dal governo, ed è stata una doccia fredda. Mi sono sentita tradita. Le promesse si sono rivelate un fiume di parole senza riscontri concreti. Il Presidente Conte parla di aiuti alle aziende, ma dove sono?».

Donatella è tra i tanti autonomi che non hanno ancora ricevuto i famosi 600 euro di sostegno, ma oltre questa amara constatazione, ciò che vuole lanciare è un appello rivolto al presidente della Regione Christian Solinas: «I parrucchieri e gli estetisti non sono degli incoscienti e tanto meno restano indifferenti di fronte alla pandemia. Teniamo alla nostra salute, a quella delle nostre famiglie e a quella dei nostri clienti. Chiediamo solo di lavorare in sicurezza, dotati di ogni singolo dispositivo di protezione necessario, dai guanti alle mascherine, dalle mantelle agli asciugamani monouso sino agli igienizzanti e a tutto ciò che ci verrà richiesto. Non si può paragonare la situazione esistente nella nostra zona con quella delle aree più colpite del nord Italia e per questo ci aspettiamo che il presidente della Regione sappia valutare e pesare la situazione reale esistente in Sardegna e sia in grado di dare risposte precise per scongiurare il baratro che si è aperto davanti a noi. Perché in ballo c'è la nostra stessa sopravvivenza come attività, ma anche il rischio di andare incontro ad un vero e proprio sciopero fiscale».

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