Lanusei, Procura pronta al dissequestro del Dna

Mazzeo chiede a “Identità ogliastrina” la garanzia della custodia del materiale Intanto la Tiziana life sciences, restituirà la documentazione di 850 persone

LANUSEI. «La Procura di Lanusei è pronta a dissequestrare i campioni genetici del progetto SharDna se la Fondazione costituita dalla Regione dovesse diventare operativa e si facesse carico di custodirli». È questa l’intenzione di Biagio Mazzeo a capo dell’ufficio giudiziario ogliastrino che nel 2016, a seguito dell’indagine scaturita dalla misteriosa sparizione di alcune migliaia di campioni biologici ritrovati poco tempo dopo in un ospedale cagliaritano, ha messo i sigilli alle 230mila provette custodite nei laboratori del Parco genetico di Perdasdefogu. Il magistrato, che finite le indagini ha poi chiesto il rinvio a giudizio per una decina di persone accusate a vario titolo della sottrazione delle provette e di violazione della legge sulla privacy, potrebbe dunque dare il via libera al dissequestro. «Sono in corso da qualche tempo delle interlocuzioni con l’associazione “Identità ogliastrina” che ha promosso la costituzione della Fondazione regionale. Se ci fosse un soggetto istituzionale in grado di garantire la custodia del materiale non credo possano esserci problemi al dissequestro» sottolinea il procuratore capo di Lanusei.

Questa presa di posizione segue un’altra importante novità: la decisione da parte della Tiziana life sciences, multinazionale con sede a Londra che nello stesso anno aveva acquistato la biobanca all’asta fallimentare, di restituire la documentazione di 850 ogliastrini che avevano donato il Dna al progetto di ricerca e, in seguito al provvedimento del Garante della privacy, revocato il consenso. Attraverso l’associazione guidata dal dentista foghesino Flavio Cabitza hanno chiesto e ottenuto la restituzione del materiale genetico (ancora sotto sequestro) e non, svenduto quattro anni fa all’asta dopo il fallimento del San Raffaele di Milano a cui la società SharDna era stata ceduta. All’appello manca dunque soltanto un atto concreto da parte della Regione che per voce dell’assessore alla Sanità Mario Nieddu e allo stesso presidente Cristhian Solinas si è impegnata, in due diverse occasioni, a stanziare le risorse necessarie per far funzionare la Fondazione “Dna Ogliastra”. Se così fosse a breve la Fondazione potrebbe avere in custodia una mole enorme e preziosissima di materiale genetico donato dai volontari di 10 paesi ogliastrini e la relativa documentazione. Informazioni ritenute di fondamentale importanza per lo sviluppo di importanti progetti di ricerca in una delle 5 “blue zone” del pianeta ovvero aree dove si vive più a lungo. Nel frattempo le provette rimangono nei freezer del centro di Perdasdefogu, monitorate da un sistema di allarme pronto a segnalare ogni anomalia nella catena di conservazione del patrimonio genetico di una delle popolazioni più longeve al mondo.

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