A Badu ’e carros i 41-bis nella ex sezione femminile

Decreto ministeriale per riaprire gli spazi per detenuti ad altissima pericolosità.Completati i lavori. Caligaris (Mds): «L’isola verso il record di reclusi mafiosi»

NUORO. Via la sezione destinata alle donne, spazio per i 41 bis. Badu ’e Carros si prepara a una nuova infornata di detenuti sottoposti a regime speciale, il gotha della criminalità. Nulla di nuovo, perché il penitenziario nuorese, attraverso i decenni, ha accolto ospiti del calibro di Antonio Iovine, boss dei Casalesi che tra quelle mura si pentì, e buona parte del commando che uccise Borsellino e Falcone. A stabilire la riapertura è stato il decreto ministeriale firmato nei giorni scorsi dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, con il parere favorevole del provveditorato regionale per la Sardegna e del Direttore del Gruppo operativo mobile (Gom) della Polizia penitenziaria, organismo al quale sarà affidata la custodia dei reclusi. «L'obiettivo – sottolinea una nota del ministero della Giustizia – è quello di rispondere alle emergenti esigenze di gestione penitenziaria dei detenuti al 41-bis e garantire al tempo stesso la corretta distribuzione dei reclusi nell'ambito del circuito penitenziario dedicato». Le premesse per arrivare all’apertura della nuova sezione sono state poste nello scorso mese di luglio, con l’arrivo nell’isola del capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Bernardo Petralia in visita a Uta e a Badu ’e Carros. Una missione legata alla possibilità di trasferire nei due penitenziari altri detenuti in regime di 41 bis, progetto che ora compie un consistente passo in avanti con il decreto del ministro Bonafede.

La sezione dedicata ai 41 bis di Badu ’e Carros, che gli addetti ai lavori conoscono come la porcilaia, aveva bisogno di un importante adeguamento dal punto di vista strutturale e della sicurezza. Questi lavori sono stati compiuti, e Nuoro ridiventa luogo idoneo a ospitare reclusi specialissimi. Una scelta che per ora ha suscitato la reazione di Maria Grazia Caligaris, dell’associazione “Socialismo, diritti e riforme”. «Non è bastato istituire il 41bis a Sassari (92 posti ) e a Cagliari-Uta (altrettanti non appena si concluderanno i lavori), si è pensato bene di realizzare una sezione “speciale” anche a Nuoro, nella ex sezione femminile ristrutturata». Caligaris sottolinea che «mentre l’isola si propone al mondo come meta naturalistica e culturale, si ritrova a essere classificata come la terra del 41 bis. Su questo dovrebbero intervenire le massime autorità regionali e i Parlamentari del tutto esclusi da queste scelte».

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