Laboratorio analisi, da novembre rischio esami solo a pagamento

BUDONI. Esami medici a rischio per tutti i pazienti che gravitano sull’unico laboratorio di analisi esistente tra Posada e Olbia. Dal prossimo primo novembre infatti tutti gli accertamenti sanitari...

BUDONI. Esami medici a rischio per tutti i pazienti che gravitano sull’unico laboratorio di analisi esistente tra Posada e Olbia. Dal prossimo primo novembre infatti tutti gli accertamenti sanitari potrebbero essere effettuati solo a pagamento visto che si è ormai quasi del tutto esaurito il budget previsto ad inizio anno dall’azienda sanitaria regionale. Ogni anno infatti le strutture private convenzionate con il servizio sanitario nazionale firmano un contratto in cui è stabilito un tetto di spesa oltre il quale l’azienda per la tutela della salute (Ats) Sardegna non rimborsa più i laboratori. «La spesa per ogni paziente esente da ticket sanitario viene rimborsata dal servizio sanitario fino e non oltre il budget annuale di ciascun laboratorio» spiega il direttore del laboratorio analisi mediche di Budoni Domenico Demuru. «Quest’anno noi abbiamo già raggiunto il tetto di spesa previsto già a ottobre perché i laboratori delle strutture pubbliche sono rimasti a lungo chiusi nel periodo del lockdown. Ancora oggi si lavora solo su prenotazione – spiega – così che i pazienti si sono riversati nei laboratori privati convenzionati e in maniera consistente da noi che siamo l’unico laboratorio aperto in questo territorio che va da Posada a Olbia». Da fine ottobre quindi lo I.A.M. Di Budoni non sarà più in grado di prendere in carico i pazienti esenti da ticket sanitario a meno che l’Ats Sardegna non intervenga con un aumento sostanziale del budget.

«Da questa data – dice ancora Demuru – i pazienti in possesso di esenzione che si vogliono recare presso il nostro centro dovranno sostenere la spesa in toto a meno che non si rivolgano alle strutture pubbliche che lavorano solo su prenotazione». Durante questo periodo di crisi Covid gli sforzi sostenuti da tutti i laboratori privati sono stati notevoli con turni di lavoro massacranti e senza neanche un giorno di chiusura, considerevole aumento delle spese per la sanificazione degli ambienti sanitari, reagenti e altro.

«Lo I.A.M. ha raddoppiato i prelievi giornalieri raggiungendo valori di spesa ingenti – conclude il medico – Non ci è possibile pertanto continuare a lavorare senza i rimborsi del servizio sanitario. Si tratta di una decisione dolorosa e a noi del tutto sgradita ma non possiamo fare altrimenti». (s.s.)

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