La Nuova Sardegna

Nuoro

Il rilancio della città parte dal suo centro

di Simonetta Selloni
Il rilancio della città parte dal suo centro

I sette candidati sindaco puntano sulla rivitalizzazione del cuore di Nuoro Valorizzare non solo l’identità, ma anche la viabilità e il commercio

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NUORO. Valorizzazione del centro storico, decongestionamento del traffico, ritorno del commercio, e servizi per gli abitanti. È uno dei temi al centro del dibattito dei sette candidati a sindaco di Nuoro. Di seguito, le loro proposte.

Ciriaco Offeddu (Rivoluzione civica): «Il tema del centro storico è uno dei sei motori geografici che abbiamo individuato per rivitalizzare il capoluogo. Questo significa valorizzare un’area che ha un carattere identitario e dove si trovano luoghi della memoria, come l’ex mulino Guiso Gallisay, vicino alla casa del premio Nobel Grazia Deledda. Ma si deve ripensare anche il Corso Garibaldi, ora chiuso al traffico. Bisogna dare risposte ai commercianti e agli abitanti di quest’area, con interventi agili che ne consentano la fruizione. Questo significa, ad esempio, realizzare parcheggi che risolvano il problema del traffico, anche attraverso l’utilizzo di strutture premontate, leggere. Gli spazi dove realizzarli ci sono. Al Corso c’è anche il problema del carico e scarico delle merci, bisogna pensare a risolverlo, magari secondo il modello Olbia, dove il Corso Umberto è stato chiuso ma ha vicino il parcheggio del molo Brin».

Secondo Alessandro Murgia (M5S): «Intanto pensiamo che per il centro storico si debba creare un marchio di riconoscimento dei prodotti tipici nuoresi, sia dell’agroalimentare che artigianali. Dal punto di vista strutturale, il centro storico deve essere liberato dalle auto attraverso la mobilità sostenibile. La prima azione dovrà essere vendere tutti gli autobus, da sostituire con quelli elettrici. Quelli elettrici dovranno essere più piccoli, più rapidi, con corse più frequenti. Con una piccola politica di aumento della tariffa dei parcheggi, si potrebbero rendere gli autobus gratuiti per tutti. Ovviamente, per disincentivare l’ingresso in centro bisognerà realizzare un anello di parcheggi esterno, ad esempio al Centro intermodale. E si potrebbe pensare di installare i pannelli fotovoltaici sulle solette del deposito Atp di Sa Terra mala per ricaricare gli autobus elettrici».

Andrea Soddu (La scelta giusta): «Crediamo nel progetto già avviato nell’ambito della consiliatura, che si chiama “Le periferie al centro” come definito da Renzo Piano. Nuoro ha un centro storico che è anche un po’ periferia: da Santu Predu, casa di Grazia Deledda, alla campagna, c’è solo via Aspromonte. Il centro storico, con l’ex Mulino Gallisay che diventerà la sede dell’Università, è strettamente connesso al progetto di riqualificazione dell’ex Artiglieria, dove ci saranno il campus e gli impianti sportivi. Una connessione culturale e di valorizzazione nel vero centro attraverso l’aggregato del Quadrivio, dove si trovano l’Artiglieria e lo Zonchello. Nell’ex Artiglieria ci saranno gli impianti sportivi dedicati agli universitari ma anche alla città: la presenza degli impianti è fondamentale per qualificarlo come campus e allo stesso tempo questi devono essere accessibili alla comunità».

Francesco Guccini (Guccini sindaco): «Noi crediamo che il centro vada riconnesso alle periferie e rivitalizzato. L’area del Corso Garibaldi, dell’ex mercato, dei Giardinetti, va Ci riferiamo all’area attorno al Corso e quindi ai Giardini, all’ex mercato. Bisogna rendere fruibile la zona pedonale con la realizzazione dei parcheggi: anche perché chi arriva dai paesi del circondario nel centro, oppure i turisti, e ovviamente gli abitanti, devono avere la possibilità di lasciare l’auto. Fondamentale poi che lo spazio dell’ex mercato riprenda, almeno in parte la sua funzione, perchè una città senza mercato, senza i suoi odori, i suoi commerci, è senz’anima. E lo stesso vale per i Giardinetti: sembra quasi che la nostra città viva un capovolgimento narrativo, da cigno diventata un brutto anatroccolo. E anche per gli abitanti di San Pietro è importante dare loro la possibilità di vivere il quartiere e di poter parcheggiare».

Lisetta Bidoni (Progetto Nuoro 20.25): «Il centro storico è il luogo identitario, a Nuoro vi insiste la rete museale: deve diventare bello e accogliente, e bisogna ripotare lì le attività commerciali Per ridurre al minimo l’impatto del traffico, riteniamo debbano essere utilizzati bus elettrici e minibus, per i collegamenti con il centro. Naturalmente il problema dei parcheggi deve essere affrontato per rendere nuovamente vivibile il Corso Garibaldi. Tra le nostre proposte c’è anche la realizzazione, nella pedemontana all’ingresso da Oliena, di un ascensore che porti fino alla Cattedrale, e quindi al centro. Le auto verrebbero lasciate nel parcheggio nella pedemontana. Ipotizziamo anche accordi per le persone a mobilità ridotta, con la possibilità di lasciare le auto, per brevi periodi, vicino alle Grazie».

Carlo Prevosto (Pd). «Penso sia urgente dare una risposta ai commercianti del Corso, che hanno vissuto sulla loro pelle la chiusura del centro storico. Patiscono disagi, anche il fatto che ad esempio il ritiro dei rifiuti avviene di giorno. Io ritengo che non serva un megaparcheggio, bisogna però creare le condizioni perché si ripopoli e perché chi vive e chi opera, e chi ci deve andare, lo possa fare. Il modello al quale ci ispiriamo è quello di Lucca, una cittadina poco più grande di Nuoro ma omogenea per caratteristiche. L’idea che abbiamo è studiare un sistema di mobilità urbana attraverso un bus navetta rapido e frequente, ogni 5 minuti. E ritengo che nel centro debbano esserci tutti i servizi, gli uffici, il campus universitario. E che se ne possa usufruire».

Pietro Sanna (Centrodestra): «Nella mia visione, il centro storico è il luogo identitario per eccellenza, contenitore delle produzioni tipiche. Un museo a cielo aperto, potremmo definirlo “Centro storico Deledda”. Io penso che nell’ex Mulino Gallisai debba andare l’Accademia del gusto e dei sapori della Sardegna. Va contestualizzato e pensato come moderno centro integrato di via dei vecchi mestieri, per valorizzare il quale ci sono importanti fondi europei. Negli immobili comunali si potrebbero ospitare le associazioni che si occupano della promozione dei nostri prodotti, magari riuniti sotto un marchio che li identifica in quanto nuoresi, come la Coldiretti e Terra Nostra. E non dobbiamo dimenticare Lollove, il borgo medievale centro storico per eccellenza: potremmo farci un museo con la sinergia di operatori e abitanti, chiaramente intervenendo su infrastrutture e servizi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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