Il giornale è come il pane, fornaio apre un’edicola

Birori, la scommessa di Sandro Fadda sempre al lavoro tra panini e quotidiani «Brutto periodo ma bisogna essere positivi. La gente ha accolto bene la novità»

BIRORI. Una rosetta di grano duro e La Nuova Sardegna. Entrambi freschi di giornata. Il primo per placare l’appetito, il secondo il diritto di essere informati. Per conoscere i fatti e saperli anche decifrare con una propria autonomia di pensiero. A Birori dove esisteva già forno e rivendita di pane risorge anche l’edicola del paese secondo un curioso connubio tra carboidrati e cellulosa. Pane e giornali a disposizione negli stessi spazi. La nuova iniziativa avviata da lunedì si deve a Sandro Fadda, 33 anni, panettiere figlio d’arte che da quando aveva 15 anni lavora nel forno di famiglia e che ora gestisce in solitudine. Per fronteggiare la crisi evidente del momento storico particolare minato da pandemia e ansie alimentari come un buon giocatore di poker ha deciso di rilanciare raddoppiando la posta ma anche contenendo i rischi.

«Era da un po’ che ci pensavo. Così ho ristrutturato un locale attiguo di nostra proprietà e edicola e rivendita sono praticamente un tutt’uno pur essendo ambienti separati – spiega Fadda –. La partenza è stata più che buona ora confidiamo nell’avere continuità». Come tutti i panettieri lavora di notte poi rimane nella rivendita edicola fino alle 13-13.30 servendo panini e giornali, paste dure e riviste alla gente.

«Sono positivo, bisogna esserlo. Ho già visto in due giorni il cambiamento con un incremento dell’affluenza. I miei clienti vengono da tutto il circondario: Macomer, Borore, Bortigali, Silanus etc e ora sanno che troveranno un servizio in più. Difficile pensare di poter andare avanti con un solo prodotto».

I segnali sono incoraggianti già il secondo giorno di apertura le dieci copie de La Nuova Sardegna sono andate esaurite e ora il panettiere edicolante ha ovviamente aumentato le richieste, così come sta attendendo gli arrivi di riviste di settore che completeranno l’offerta oggi esistente. «L’edicola serve a Birori c’è poco da fare. Malgrado sia un paesino di 500 abitanti in tanti erano abituati all’acquisto del giornale. Purtroppo la gente fino ad oggi si doveva spostare fino a Macomer, non proprio una comodità. Un supporto informativo importante soprattutto in questo periodaccio che stiamo vivendo», continua l’artigiano. Confessa di non esser mai stato un gran lettore di quotidiani, ma in gioventù soprattutto si documentava con riviste di settore che conserva ancora a casa.

Soprattutto motori, auto e moto, sua grande passione assieme ai cavalli. «Sono mondi che continuo a guardare con grande interesse», dice.

Sposato da un anno con una ragazza di Silanus fa spola in continuazione con Birori dove fu suo padre a metter su il panificio. «La gente è contenta, ha accolto bene la novità. Un buon segnale per ripartire e trovare quell’equilibrio e quello sviluppo che ci faccia star bene. Ben vengano dunque panini e giornali, se può servire a migliorare le cose», conclude. E chissà che i suoi giornali non seguano il paese nelle consegne nei negozietti di alimentari. Un unico viaggio, due prodotti. Meglio di così.

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