La Pratosardo-Olbia resta solo un sogno: «Politica assente»

Il presidente del comitato popolare Trenitalia Nuorese: è mancata la volontà di battersi per la linea ferroviaria 

NUORO. Il progetto per il potenziamento della ferrovia in provincia rimane un bel sogno. Nelle schede delle strade ferrate isolane, inviate a Roma per beneficiare delle risorse europee del Recovery fund, non c’è la creazione dello scartamento ordinario sulla Macomer-Nuoro. Tantomeno è stata prevista la nuova tratta dal capoluogo barbaricino a Olbia, che negli ultimi tempi ha visto scendere in campo 24 sindaci, dal Marghine alla Baronia, e sino alla Gallura. Tanta la delusione tra i componenti del comitato popolare Trenitalia Nuorese, che da quattro anni si batte per cancellare dalla provincia la “macchia” di non possedere un servizio ferroviario consono a una società appena moderna.

Il presidente Claudio Solinas: «Siamo stati esclusi – dice – perché è mancata la volontà politica. La scelta è grave, se si considera che tutto un territorio, quello della Sardegna centro-orientale, continua a non poter contare sulla ferrovia».

Neanche un euro per il Nuorese dei 450 milioni del Recovery che la Sardegna avrà per potenziare velocità e frequenza dei treni, in aggiunta ai 200 milioni già pianificati da Rfi, Rete ferroviaria italiana, che gestisce le tratte e ora anche i lavori.

«Le opere previste – spiega ancora l’avvocato Solinas – sono più che altro al sud, col raddoppio della Decimomannu-Villamassargia e il potenziamento della linea da Oristano a Guspini. Il nord, la Gallura, beneficerà delle risorse per collegare, a Olbia, aeroporto e porto. «Non si discute l’opportunità di quei progetti e non ci sfiora neppure l’idea di una guerra tra territori – aggiunge il presidente del comitato popolare – ma credo che la Regione dovesse allargare lo sguardo e raccogliere le istanze della nostra provincia. Il potenziamento della Macomer-Nuoro – rimarca Solinas – si può fare con 80 milioni di euro. L’intervento avrebbe anche il vantaggio di mettere i presupposti al collegamento da Nuoro a Olbia». L’avvocato fondatore del comitato, ha dalla sua la forza resistenziale della gente barbaricina, e neppure adombra la possibilità di arrendersi. Ma non riesce a nascondere la delusione: «La facoltà d’ingegneria dell’università di Cagliari – racconta – mi ha invitato, come presidente del comitato, alla presentazione delle schede sui nuovi interventi nella rete ferroviaria. Non ci sono andato, per protestare contro l’ennesimo affronto alla provincia di Nuoro». La Regione ha fatto sue quelle schede, concepite inizialmente come parte del disegno infrastrutturale dell’isola nella rivoluzione moderna del 2030, e utilizzate per non lasciarsi sfuggire l’opportunità dei fondi Ue. «La differenza alla fine l’ha fatta la maggior spinta politica di un territorio, quella del Campidano e del Sulcis-Iglesiente – sottolinea Claudio Solinas – che da noi, a stare ai fatti, non ha espresso la stessa convinzione». Il comitato ha agito come stimolo e mantiene alta l’attenzione sui limiti nei collegamenti del Nuorese. Azione accompagnata da proposte tecniche. Quella per la Macomer-Nuoro, col passaggio dallo scartamento ridotto a quello ordinario. Da rifare la rete, per ospitare binari non più da 96 centimetri ma da un metro e 46. L’innesto sulla dorsale Cagliari-Sassari direttamente a Borore, per evitare l’imbuto di Macomer, e giungere a Pratosardo. Da lì, saltando Nuoro, sempre perché sarebbe causa di maggiori costi economici e rallentamento dei tempi di percorrenza, iniziare la tratta per Olbia.

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