In viaggio nel Marghine di fine ’800

Le novelle di un anonimo viaggiatore accompagnano una mostra fotografica

MACOMER. Nuovo allestimento fotografico nello spazio “Frades” dell’associazione Maart nelle vetrate del centro intermodale in piazza Due Stazioni: si tratta di “Novelle di viaggio – Il Marghine - Anno Domini 1879”, un interessante viaggio lungo trenta chilometri nei dieci comuni del Marghine che saranno raccontati da gigantografie correlate ciascuna da un editoriale di novelle scritte da un anonimo nel 1879 durante un viaggio nella nostra isola.

Il progetto, curato da “Marghine cuore di Sardegna”, l’associazione Badde Saliges e Maart City Heart, non è altro che un percorso tra passato e futuro prossimo, fatti e vicende di donne e uomini che hanno fatto e faranno la storia del territorio e delle comunità legati in modo particolare ad un programma più ampio già in fase di realizzazione che si svilupperà nel tempo con ulteriori allestimenti fotografici sull’identità del territorio.

La mostra sarà inaugurata sabato mattina alle ore dieci alla presenza dei rappresentanti delle diverse amministrazioni comunali dei centri del Marghine. Le foto e le novelle interessano i centri di Sindia, Birori, Bortigali, Lei, Silanus, Macomer, Dualchi, Borore, Nuragugume e Bolotana. Lo spazio all’aperto “Frades” dedicato in modo particolare alla fotografia e all’arte in genere nel centro intermodale, uno dei punti di maggior traffico della città tra le stazioni delle Ferrovie dello Stato e le ex Complemetari, è stato pensato e voluto dall’associazione Maart per raccontare il territorio tra storia, arte, cultura e tradizioni.

Novelle di viaggio è infatti il quarto allestimento fotografico realizzato nelle ampie vetrate dell’intermodale. Nel 2019 la prima mostra con “Augurios Mannos”, curatA dal gruppo folk Tradizioni Popolari di Macomer, mentre ben due quelle proposte lo scorso anno con le maschere del “Carrasegare in Macumere” in collaboarazione con la società Esedra e la Pro Loco di Macomer a cui ha fatto seguito l’allestimento con le belle foto di Nadia Cadeddu dal titolo “Le officine delle Ferrovie Complementari della Sardegna – Fuori da un mondo che non aggiusta più... sostituisce”.

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