Protesta dei commercianti «Noi vogliamo lavorare»

Tortolì. Il sit-in in programma venerdì mattina a partire da via Umberto Parteciperanno numerosi alla catena umana: «Così non si può andare avanti»

TORTOLÌ. La protesta si allarga anche fra le attività commerciali (e non) della cittadina. Venerdì mattina, intorno alle 11, con il rispetto del distanziamento, dall’altezza del bivio per via Vittorio Emanuele, lungo tutta via Umberto e fino all’India Café, per seguire su viale monsignor Virgilio, i gestori di tante attività, ristorazione, bar, parrucchiere, estetiste, palestre, formeranno una vera e propria catena umana all’esterno delle loro attività. «Chiediamo di potere riprendere a lavorare quanto prima – dice Mauro Muggianu, 52 anni, del Caffé Italiano, nella, via Vittorio Emanuele – naturalmente in sicurezza e nel rispetto dei protocolli. Ogni gestore di attività dovrà tenere un nastro lungo un metro e mezzo, per distanziarsi, dal collega che lo precederà e da quello che seguirà. La situazione è grave per noi che possiamo fare l’asporto e il domicilio, immagino per quanti non possono proprio aprire. Fra l’altro, dopo 24 anni, considerata la situazione, io ho anche avuto lo sfratto». In piazza Fra Locci, al Bar Boomerang, la titolare Anna Olianas e il marito Antonello Cocco, da dietro al bancone si dicono pronti a partecipare. «Non ci hanno ancora contattato per la manifestazione – dicono – ma parteciperemo. Occorre dare un segnale: così non si può proprio andare avanti». Paola Usai, 65 anni, di Caos abbigliamento e Crazy Shop (accessori), al termine di via Umberto, ha immediatamente aderito all’iniziativa. «Venerdì si terrà un sit-in pacifico con catena umana – spiega – nel rispetto di tutti i protocolli e del distanziamento che darà un segnale chiaro sul fatto che tutti vogliamo e possiamo lavorare, rispettando le norme, così come abbiamo sempre fatto». Massimiliano Mameli, del bar-ristorante-pizzeria Il Drago Rosso in via Umberto, la pensa allo stesso modo. «Ci facciano lavorare, come abbiamo sempre fatto, con il massimo rispetto delle regole e assicurando il distanziamento. Facciano pure maggiori controlli. Ma rivedano il coprifuoco, perché così non va bene». Daniele Salerno, titolare del “Mood Cafè Cakee and Drinks” all’inizio del viale monsignor Virgilio parteciperà in maniera convinta: «Non aderire a questa manifestazione e sit-in sarebbe un controsenso. Un po’ come dire che ci sta bene continuare a lavorare in questo modo». Proprio di fronte, all’inizio della via Tirso, Loris Deiana di Inue Cafe&Bistrot aderisce senza tentennamenti «Così non si può continuare. Anche a Tortolì, la forte sofferenza di tutte le attività è palpabile. Ci devono dare la possibilità di lavorare, chiaramente le rispetto delle linee guida».

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