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Nuoro

L’Anpa si ribella: a Bosa autistici senza assistenza

di Alessandro Farina
L’Anpa si ribella: a Bosa autistici senza assistenza

La sezione delle madri dei pazienti denuncia la carenza dei servizi più elementari «Mancano logopedisti, psicologi infantili e fisiatri». In ritardo anche i contributi

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BOSA. È un appello forte e pressante, diretto agli amministratori locali, alla politica, ai vertici sanitari dell’isola e del territorio come anche a sensibilizzare i cittadini, quello lanciato nei giorni scorsi della sezione Anpa di Bosa. Che ancora una volta mette il dito sulla piaga rispetto al complesso tema dei servizi sanitari assenti da lungo tempo o carenti che dovrebbero essere garantiti a favore dei cittadini di Bosa e della Planargia. Il gruppo di madri che hanno dato vita qualche mese fa alla sezione locale dell’Associazione nazionale persone autistiche guarda al panorama di patologie correlate alle neuro diversità di bambini, ragazzi e adulti con più o meno gravi difficoltà, il mare dove appare sempre più difficile trovare isole di professionale e continuativo ausilio medico specialistico. Come anche alla necessità di garantire con costanza quei sussidi economici che permettono alle famiglie di affrontare spese continue, a cui non è certo possibile rinunciare. «Questa lettera nasce dall’esigenza di denunciare la grave carenza e in alcuni casi la completa assenza di servizi socio sanitari nel nostro territorio e sensibilizzare gli enti preposti rispetto al disagio che ogni famiglia si trova ad affrontare quotidianamente», rimarca la presidente Liliana Sanna, con specificato il ventaglio di servizi carenti. A partire dalla nomina del pediatra di libera scelta, presente da diversi anni solo per brevi periodi che non garantiscono la continuità di questo fondamentale presidio. Il neuropsichiatra infantile invece sarebbe attivo solo per due giorni alla settimana. «Assolutamente non sufficienti per il bacino d’utenza che abbraccia l’intero territorio». All’appello, e da tempo, lamenta l’Anpa di Bosa, mancano il servizio di psicomotricità, il fisiatra, lo psicologo infantile, mentre è fortemente carente la logopedia, con figure professionali che dovrebbero garantire una fondamentale rieducazione per quanti sono affetti da disturbi di linguaggio, memoria, apprendimento, dislessia che invece si alternano ogni 6 mesi.

Non mancano poi problemi, tanto più in un tempo ancora difficile per le restrizioni imposte dalla pandemia, nell’erogazione di diversi contributi economici alle famiglie. «Come la legge 20 e la legge 162, che prevedono la concessione di un sussidio economico a favore di persone affette da disturbi psichiatrici. Contributi che vanno ad integrare tutte le attività educative e le terapie abilitative che sono un supporto essenziale per queste patologie», dicono dall’Anpa. Da qui la richiesta alla politica e ai responsabili sanitari della Sardegna «che una volta per tutte vengano predisposti urgentemente gli strumenti e servizi mancanti nel territorio, per tutelare i diritti alla salute e al benessere di cui ognuno dei nostri figli ha bisogno e diritto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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