Violenza: la presunta vittima conferma le accuse
Un ventenne a processo per le sevizie e i maltrattamenti nei confronti di una minorenne
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NUORO. Alla fine il confronto non c’è stato. Il presidente del collegio Giorgio Cannas che aveva accolto la richiesta dei difensori dell’imputato di sentire ancora una volta la presunta vittima, in merito ad alcune incongruenze che erano emerse nel corso dell’istruttoria dibattimentale, non ha disposto il faccia a faccia tra i due. Ieri mattina al processo a porte chiuse che vede imputato un 20enne di Mamoiada, M.C. (difeso dagli avvocati Michele Mannironi e Nanni Porcu), accusato di violenza sessuale aggravata dalla crudeltà nei confronti di una minore, c’è stato l’esame della presunta vittima, parte civile con l’avvocato Paolo Tuffu.
La giovane rispondendo alle domande del pubblico ministero Giorgio Bocciarelli, e sottoponendosi poi al controesame, ha confermato davanti ai giudici quanto aveva denunciato nel febbraio 2017: le violenze e i maltrattamenti subiti, le lesioni sulle ginocchia e sul collo che l’ex fidanzato le aveva provocato con una grattugia e con l’uso dell’acido. Episodi che sarebbero avvenuti in un’area esterna dell’hotel Paradiso, albergo della città chiuso da tanti anni.
Il racconto della persona offesa, tra molte conferme ma anche tanti «non ricordo», non avrebbe cancellato le contraddizioni sottolineate più volte dai difensori dell’imputato, che in tutti questi anni si è sempre professato innocente, dichiarando di non aver mai maltrattato né violentato nessuno.
Le indagini condotte dalla polizia erano partite a seguito di una segnalazione da parte dei Servizi sociali del Comune che raccolte le terribili testimonianze di due ragazze le avevano girate agli inquirenti. Il processo proseguirà il prossimo 29 settembre. (k.s.)
La giovane rispondendo alle domande del pubblico ministero Giorgio Bocciarelli, e sottoponendosi poi al controesame, ha confermato davanti ai giudici quanto aveva denunciato nel febbraio 2017: le violenze e i maltrattamenti subiti, le lesioni sulle ginocchia e sul collo che l’ex fidanzato le aveva provocato con una grattugia e con l’uso dell’acido. Episodi che sarebbero avvenuti in un’area esterna dell’hotel Paradiso, albergo della città chiuso da tanti anni.
Il racconto della persona offesa, tra molte conferme ma anche tanti «non ricordo», non avrebbe cancellato le contraddizioni sottolineate più volte dai difensori dell’imputato, che in tutti questi anni si è sempre professato innocente, dichiarando di non aver mai maltrattato né violentato nessuno.
Le indagini condotte dalla polizia erano partite a seguito di una segnalazione da parte dei Servizi sociali del Comune che raccolte le terribili testimonianze di due ragazze le avevano girate agli inquirenti. Il processo proseguirà il prossimo 29 settembre. (k.s.)
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