associazione a delinquere
I testi scagionano alcuni imputati: «Rivendevano solo mezzi agricoli»
NUORO. Quattro testi della difesa di Danilo Manzoni (assistito dall’avvocata Caterina Zoroddu) hanno parlato di strumenti agricoli acquistati dieci anni fa dall’imputato. Non armi o droga, dunque,...
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NUORO. Quattro testi della difesa di Danilo Manzoni (assistito dall’avvocata Caterina Zoroddu) hanno parlato di strumenti agricoli acquistati dieci anni fa dall’imputato. Non armi o droga, dunque, come invece sostiene l’accusa, il procuratore della Dda Gilberto Ganassi, nel processo che vede sul banco degli imputati 14 persone (Lucio Baltolu, Gaetano Frio, Enrico Brau, Antonio Francesco Mereu, Danilo Manzoni, Roberto Mezza, Giulio Cesare Mulas, Raffaele Paladini, Paolo Paris, Antonio Francesco Pipere, Francesco Piras, Peppino Puligheddu, Vittorio Scano e Giampiero Serra), accusate di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di armi e stupefacenti. La droga secondo gli inquirenti arrivava da un collegamento che gli orgolesi trapiantati in Emilia avevano con una cosca calabrese. Ieri però nell’aula della corte d’assise al primo piano del palazzo di giustizia si è parlato solo di rotopresse, falciatrici, refrigeratori che Manzoni avrebbe fatto arrivare dalla penisola, in particolare dall’Emilia Romagna, da aziende che per rinnovo di mezzi, cedevano i “vecchi” a costi più bassi. «Comprarli nuovi sarebbero costati il doppio – ha detto Salvatore Maccioni che aveva avuto modo di conoscere tramite Manzoni anche l’orgolese Giovanni Mereu –. Io avevo acquistato un refrigeratore a 200 euro». Lo stesso hanno riferito Giorgio Curreli e Francesco Pilia che avevano acquistato dal Manzoni strumenti agricoli e fieno. Diverso il rapporto che Ubaldo Soddu di Ovodda aveva instaurato con alcuni degli imputati. Nel 2010 era entrato in società con Giovanni Mereu, Danilo Manzoni e Vittorio Scano per l’acquisto di una cavalla da corsa. «Era stata portata da Firenze – ha detto il teste – e l’avevamo pagata 2500 euro. L’avevamo affidata alla scuderia del fantino Peppe Ortu di Ottana perché la preparasse per i palii regionali. Per il mantenimento della cavalla, ogni mese ciascuno di noi doveva mettere dei soldi. Io – ha aggiunto Soddu – mi occupavo del trasporto. Alla fine dell’estate 2010 avevo deciso di uscire dalla società. Poco dopo anche Manzoni aveva mollato». Il testimone ha anche aggiunto che gli imputati Scano e Manzoni portavano in Sardegna accessori per l’equitazione che poi rivendevano».
Durante il controesame Ganassi ha chiesto a Soddu se fosse stato a casa di Giovanni Mereu, in Emilia, e se sapesse che aveva una pistola glock calibro 40 dentro la macchina. «No» ha risposto il teste. Ma il pm ha fatto subito presente a Soddu che da una registrazione del 16 luglio 2012, lui, Mereu e il nipote Antonio, durante una conversazione avevano fatto riferimento esplicito a quell’arma. (k.s.)
Durante il controesame Ganassi ha chiesto a Soddu se fosse stato a casa di Giovanni Mereu, in Emilia, e se sapesse che aveva una pistola glock calibro 40 dentro la macchina. «No» ha risposto il teste. Ma il pm ha fatto subito presente a Soddu che da una registrazione del 16 luglio 2012, lui, Mereu e il nipote Antonio, durante una conversazione avevano fatto riferimento esplicito a quell’arma. (k.s.)
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