La Caletta tre pescatori salvano una tartaruga

La “Caretta caretta” forse aveva ingerito plastica scambiandola per medusa Una pattuglia del Corpo forestale l’ha consegnata a un biologo marino

SINISCOLA. Mentre è dell’altro ieri la notizia della prima nidificazione in Sardegna delle tartarughe marine avvenuta nella spiaggia di Chia, continuano i ritrovamenti a mare di Caretta caretta lungo la costa nordorientale dell’isola. Dopo il salvataggio di un grosso esemplare avvenuto nel fine settimana a Cala Gonone, sono stati alcuni diportisti laziali ad avvistare lunedì pomeriggio a circa 12 miglia dalla costa di Siniscola un’altra tartaruga in difficoltà. Ad effettuare il ritrovamento tre pescatori che si trovavano in mare aperto al traverso di Capo Comino su un fondale di oltre mille metri. Avvicinatisi con le dovute cautele per evitare di colpirla con le eliche, il terzetto ha notato che la tartaruga aveva difficoltà ad immergersi. Anche davanti ai pescatori, la tartaruga ha provato più volte ad andar giù ma inesorabilmente tornava a pelo d’acqua con il rischio di essere investita e uccisa da qualche barca. Il comandante dell’imbarcazione Paolo Chiricozzi, ha quindi comunicato il ritrovamento agli uomini della Guardia costiera della Caletta e non senza difficoltà vista la stazza dell’esemplare pesante una quarantina di chili e lungo oltre 80 centimetri, i tre, sono riusciti ad issarla a bordo. Ad attendere la barca nella banchina del centro servizi sul versante portuale di Posada, oltre al personale della Guardia costiera, c’erano anche gli agenti della base navale del Corpo forestale che hanno preso in consegna la tartaruga trasbordandola in un capace contenitore e ricoprendola poi con dei teli da spiaggia umidi. Nel frattempo, la sala operativa di Nuoro allertava il personale del centro di recupero della penisola del Sinis che si occupa prestare soccorso alle tartarughe e cetacei ai fini della loro riabilitazione. Il biologo marino Giuseppe Brundu si è quindi messo subito in viaggio da Oristano per incontrare a metà strada la pattuglia della Forestale e prendere in consegna la tartaruga che già ieri, è stata sottoposta ad una Tac per evidenziare l’eventuale ingestione di plastica o ami. Secondo il biologo, la tartaruga potrebbe essere rimasta troppo a lungo impigliata tra le reti e risentire quindi degli sforzi fatti per liberarsi o aver mangiato per errore della plastica che spesso le tartarughe scambiano per meduse di cui sono ghiotte. La Tac eseguita su entrambi gli esemplari recuperati dalla forestale, ha per fortuna escluso grossi problemi di salute e fra qualche giorno, si saprà se potranno essere rimesse in mare o dovranno ancora sottoporsi alle cure dai veterinari del centro di recupero del Sinis costituito dall’area marina protetta “Penisola del Sinis-Isola di Mal di Ventre” e dall’istituto per l’ambiente marino costiero del Cnr. Tutte le tartarughe che vengono ritrovate in mare sono prese in consegna dal loro personale per le cure necessarie a rimetterle in libertà. La speranza è che presto possano quindi essere liberate anche le ultime due Caretta caretta ritrovate a Cala Gonone e Capo Comino.

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