Bonus 110 e usi civici, il sindaco lancia l’allarme

Lei. Il primo cittadino ai residenti: «Pagate le parcelle solo quando sono stati fatti gli accertamenti»

LEI. Alcuni tecnici avviano le pratiche edilizie, chiedono la parcella ai privati cittadini e solo dopo aver incassato il denaro comunicano l’impossibilità di andare avanti dato che l’immobile è gravato da uso civico. Sono diversi gli episodi di questo genere accaduti a Lei negli ultimi tempi. «Chiedo ai miei compaesani – questo l’accorato appello del sindaco, Luigi Cadau – di fare attenzione e di pretendere dal professionista di riferimento che tutti gli accertamenti del caso vengano effettuati prima e non dopo l’avvio dell’iter necessario, ad esempio, per abbattere le barriere architettoniche o usufruire del super bonus al 110 per cento». Sentendosi “ingannate” alcune persone hanno riversato la colpa sul Comune, minacciando di passare alle vie legali. «L’amministrazione è impotente – spiega Cadau – Quella degli usi civici è una questione molto seria di cui si è occupata anche Marcella Chirra che prima di me ha indossato la fascia tricolore». Prendendo spunto proprio dalle richieste ufficiali presentate già nel 2019 agli organi competenti, l’attuale sindaco ha inviato una comunicazione scritta al presidente della Regione, Christian Solinas, al presidente della IV° commissione regionale, Giuseppe Talanas e al presidente dell’Anci, Emiliano Deiana. Destinatari differenti, unica la rivendicazione: fissare un incontro urgente e l’avvio di un tavolo di concertazione per discutere del problema. Nel piccolo paese del Marghine le terre gravate da uso civico occupano una superficie pari a 206,989,00 mq. Un’estensione notevole che, causa di edificazione e urbanizzazione, rende quelle porzioni di suolo non più utilizzabili per scopi agricoli. «Il Comune – spiega Luigi Cadau,
– ha trovato altre aree che, in alternativa, possono essere messe a disposizione della collettività. A ostacolare la traslazione c’è, però, un vuoto normativo. La Corte costituzionale ha cassato la legge regionale e, a oggi, 160 Comuni sardi, ossia il 40 per cento del totale, si trovano imbrigliati nell’impasse. È necessario – aggiunge, – che i nostri politici perorino la causa. Solo una sanatoria, e quindi una legge ad hoc di carattere nazionale, potrà sbloccare la questione».

Se non si interverrà quanto prima, le conseguenze di questo stallo continueranno a ricadere sui cittadini che non potranno vendere o acquistare gli immobili gravati da uso civico o semplicemente effettuare lavori di efficientamento energetico. «Rinnovo il mio invito al dialogo agli organi competenti, auspicando”, conclude il sindaco, “che quanto prima le nostre richieste possano essere prese in considerazione».



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