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Sbloccati gli usi civici: ora si potranno trasferire

Il governo dà mano libera alle Regioni nelle aree urbanizzate prima del 1985


30 luglio 2021 di Paolo Merlini


NUORO. Da qualche giorno il telefono di Alberto Manca, deputato cinque stelle e componente della commissione agricoltura, squilla di continuo. A chiamarlo, un po’ da tutta Italia, sono amministratori dei comuni alle prese con la grana degli usi civici in aree di cui, nei decenni scorsi, i loro predecessori avevano autorizzato lottizzazioni e la costruzione di immobili. Atti spesso compiuti in buona fede, perché quegli stessi amministratori neppure sapevano che quelle aree erano gravate da usi civici. Per restare alla Sardegna, il caso più eclatante riguarda Orosei, ma problemi simili ci sono anche a Lei, Macomer, Lanusei, Pattada, Lotzorai e Gairo, solo per citare alcuni comuni. A questi casi, dove possibile, d’ora in poi dovrebbe porre rimedio un emendamento proposto dal deputato Manca che modifica le “Disposizioni in materia di trasferimento di usi civici e permute aventi a oggetto terreni a uso civico” (articolo 3 della legge 168 del 2017). L’emendamento, approvato dalla Camera e mercoledì dal Senato, e inserito nel decreto legge Semplificazioni e Governance del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, consente infatti di includere nel trasferimento degli usi civici o nelle permute di terreni con queste caratteristiche, quelle aree dove sia stata accertata una “irreversibile trasformazione” tale da rendere impossibile il diritto agli usi civici. E affida alla regioni il compito di autorizzare tali trasferimenti; a condizione però che gli insediamenti realizzati in queste aree siano precedenti al 1985, anno in cui è stata approvata la legge Galasso, molto restrittiva.

Perché è importante tale modifica alle norme? In primo luogo perché la strada del trasferimento, tentata in alcune occasioni dalla stessa Regione Sardegna per esempio, si era scontrata contro la Corte Costituzionale che a più riprese aveva cassato i trasferimenti, annullandoli. «In questo modo – dice Alberto Manca – regioni e comuni ritornano protagonisti di questo processo, perché la norma affida proprio alle regioni il compito di autorizzare le richieste di trasferimento degli usi civici che arriveranno dai comuni».

«L’atto parlamentare appena approvato – continua il deputato M5s – consente alla Regione, a particolari condizioni, di autorizzare tutti i processi volti al trasferimento o alla permuta degli usi collettivi e, quindi, venir meno ai vincoli demaniali dei terreni su cui ormai il godimento degli usi civici è irreversibilmente compromesso. Infatti, sono numerosi i paesi in cui sono presenti interi quartieri che nascono su terre ad uso civico o luoghi in cui hanno gravato pesanti attività industriali che hanno rovinato irrimediabilmente il territorio». Le terre collettive sono presenti in tutta Italia per una superficie di 5 milioni di ettari. Solo in Sardegna gli usi civici riguardano 347 comuni su 377. Per molti di questi l’accertamento della Regione nel 2005 (ne è seguito un secondo nel 2011) era stato una doccia fredda: avevano autorizzato urbanizzazioni in aree gravate dagli usi civici, ma non lo sapevano. O avevano fatto finta di non saperlo.

«Con questo emendamento – dice Manca – otteniamo un duplice risultato, senza alcun costo ulteriore per le casse pubbliche. Innanzitutto la collettività, dopo anni in cui il diritto all’uso civico le veniva di fatto negato, potrà tornare a usufruire di un bene collettivo nella nuova area pubblica che il Comune identificherà con il coordinamento della Regione. Ne consegue che, con la sdemanializzazione dei terreni irrimediabilmente compromessi, se ne ridà pieno possesso ai relativi proprietari». I vantaggi per questi ultimi sono evidenti: per tornare al caso di Orosei, per esempio, la scoperta nel 2005 che buona parte dei terreni su cui sorgevano Cala Liberotto, Sos Alinos o Sas Linnas Siccas fossero gravati da usi civici aveva causato il blocco delle compravendite e persino delle successioni ereditarie, ma anche, almeno sulla carta, qualsiasi intervento di ristrutturazione. Un domani, invece, se gli usi civici verranno trasferiti nell’oasi naturalistica di Bidderosa, questa situazione verrà sbloccata.

Il deputato Manca sottolinea di aver lavorato all’emendamento in continuo dialogo con associazioni ambientaliste come il Gruppo d’intervento giuridico, con il ministro Luigi Di Maio e con il presidente di Anci Sardegna Emiliano Deiana.

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