Siniscola spiraglio alla zona industriale sul nodo dipendenti

Due passerebbero al Comune e uno al Parco di Tepilora Ma il futuro è incerto: restano debiti per 6,5 milioni di euro 

SINISCOLA. L’ultima parola spetta alla Regione a cui è stato chiesto di ripianare i debiti, ma nelle ultime settimane sono stati compiuti passi in avanti per risolvere la questione del passaggio al Comune dell’ex consorzio per la zona industriale di Murtas Artas. A rallentare l’iter ci si è messo anche lo slittamento della riunione che doveva tenersi giovedì pomeriggio a Macomer tra l’assessore all’industria Anita Pili e i sindaci di Siniscola, Nuoro e appunto Macomer per parlare del passaggio di gestione delle Zir alle amministrazioni locali.

Dopo l’impasse registrato nei mesi scorsi e grazie all’infaticabile lavoro del commissario liquidatore Pietrina Lecca, per la zona industriale baroniese, sembra aprirsi un interessante prospettiva. Nei numerosi incontri i tra amministratori locali e Regione si è parlato del dissesto economico e del futuro degli operai in carico alla Zir. Lecca, coinvolgendo anche il presidente del Parco di Tepilora Giuseppe Ciccolini e il sindaco di Siniscola Gianluigi Farris, ha prospettato la soluzione di trasferire due maestranze al Comune baroniese mentre il terzo passerebbe alle dipendenze dell’area protetta regionale.

La questione più ingarbugliata, quella legata al futuro dell’unico dirigente rimasto nei ruoli operativi del consorzio, potrebbe risolversi grazie a una delibera della giunta regionale del 9 aprile scorso. «l'Ente che risolva il rapporto di lavoro a tempo indeterminato per un comprovato processo di ristrutturazione e riorganizzazione consortile – si legge – erogherà al Dirigente oltre alle spettanze di fine rapporto, un'indennità supplementare in base agli anni di anzianità». Trovata la chiave per risolvere il caso del dirigente che il Comune non può prendere in organico in quanto non sono previste figure dirigenziali, dovrebbe quindi potersi sbloccare la questione operai assorbiti quindi da Comune e parco.

L’unico nodo per il passaggio della Zir al comune resta la questione debiti che hanno raggiunto la cifra di 6,5 milioni di euro con le partite più consistenti che riguardano le anticipazioni sui finanziamenti Regionali per le infrastrutturazioni pari a circa 3 milioni, i contenziosi per espropri di aree, di 1,2 milioni, e oltre un milione di euro di debiti verso i dipendenti e istituti previdenziali. C'è infine da saldare la fornitura idrica di Abbanoa per 700mila euro. Sul fronte crediti, il consorzio vanta invece 580mila euro tra i quali la voce più consistente (252mila), riguarda il Comune per la fornitura di acqua potabile alla borgata di Murtas Artas. La speranza è che presto la vicenda possa concludersi andando a completare la riforma delle zone industriali sarde varata dalla Regione durante la presidenza Soru.

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