Turisti multati a Budoni per furto di nacchere

Intervento degli agenti del Corpo forestale nella spiaggia di Matta ’e peru Due laziali stavano raccogliendo valve e conchiglie. Sanzione di 4mila euro

BUDONI. Trascorrevano i pomeriggi di vacanza sul litorale di Budoni a raccogliere conchiglie, sassi e persino valve di nacchera, il più grande mollusco bivalve del Mediterraneo. Una specie rigorosamente protetta di cui è vietato il possesso, il trasporto e la commercializzazione: il mollusco è a forte rischio d’estinzione a causa di un parassita che ne sta decimando la popolazione. Lo strano comportamento di alcuni turisti in vacanza nella costa orientale isolana, non è però passato inosservato ed alcuni bagnanti che risiedono nella borgata turistica di Matta ’e peru che hanno persino detto loro che la raccolta di questo materiale nelle spiagge della Sardegna è vietata. Incuranti dell’avviso e dei buoni consigli, due turisti laziali hanno proseguito nella raccolta depositando poi in casa vario materiale trovato nella vicina spiaggia.

Un discreto quantitativo di materiale, è emerso poi che forse il gruppo intendeva portato nella penisola e l’azione illecita sarebbe anche riuscita se non fosse per il gran senso civico di una donna che ha deciso di informare di quanto stava accadendo il Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione. È bastata una chiamata al 1515 per far sì che nella zona compresa tra la punta di Orvile, lembo nord del Comune di Posada e la zona tra Matta ’e peru e Marina Seada, in agro di Budoni, scattassero minuziosi controlli con appiattamenti che hanno portato all’individuazione dei due contravventori che dopo essere state identificati, sono state pesantemente sanzionati sia per la raccolta di ciottoli e sassi di cui è vietato il prelievo ai sensi della legge regionale, e per la detenzione delle valve di Pinna nobilis o nacchere, come sono comunemente chiamate.

Alla vista degli agenti della Base navale di Siniscola e di quelli del nucleo investigativo di Nuoro, i due trasgressori hanno cercato di difendersi affermando che si trattava di materiale senza valore e che in spiaggia non ci sono cartelli che indicano il divieto della raccolta di sabbia e sassi. Una scusa che però non è servita ad evitare la pesante sanzione di 4mila euro. Le due valve di nacchera sono state sottoposte a sequestro amministrativo mentre il resto del materiale asportato è stato restituito alla spiaggia. Sono numerose in questi giorni d’agosto le chiamate che giungono al numero verde del Corpo forestale per segnalare anomali comportamenti in spiaggia e reati ambientali come quelli legati alla difesa dei litorali sempre più minacciati ed impoveriti anche dal prelievo indiscriminato di sabbia, ciottoli e conchiglie.

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