A Nuoro l’ufficio del turismo resta chiuso

Lo storico punto informazioni di piazza Italia, ora in carico alla Regione, inagibile da un anno e mezzo

NUORO. Una coppia di turisti, probabilmente stranieri, si avvicina fiduciosa all’Ufficio del turismo, al numero 9 di piazza Italia, dà uno sguardo verso l’interno dalle vetrine ma è costretta a fare marcia indietro dopo aver letto il cartello che, da mesi, annuncia la chiusura del servizio: “The office is currently closed”, frase ribadita in italiano, “Si avvisano gli utenti che il servizio è sospeso”. È accaduto per tutta l’estate, nonostante la chiusura – dovuta alla messa in sicurezza dei locali – fosse annunciata come “temporanea” e l’assessorato al turismo della Regione nel maggio scorso avesse annunciato, proprio alla Nuova, l’apertura di un ufficio provvisorio «entro il mese di giugno» nel caso di impossibilità di utilizzo dei locali dello storico ufficio di piazza Italia.

Così non è stato, perché l’ufficio del turismo non ha aperto un solo giorno né qui né altrove in città durante la stagione, proprio quando il Nuorese è diventato stabilmente una destinazione turistica. E avere informazioni su cosa accade in città o nel territorio non è possibile se non si avvezzi alle guide digitali, e molti turisti, soprattutto anziani, non lo sono affatto. «La stagione in corso con le strutture ricettive cittadine in sold out per settimane e la continua attrattività della nostra rete museale dimostra quanto Nuoro sia uno snodo prezioso che deve poter assicurare ai visitatori e ai cittadini assistenza e informazione turistica», dice l’assessore comunale alla cultura competente anche sul turismo Luigi Crisponi, che annuncia il suo intervento con la Regione.

Di certo al momento c’è la chiusura e l’apparente abbandono di un pezzo di storia della città, aperto da quasi cinquant’anni, con all’interno pregevoli cassapanche e sedie di legno e paglia intrecciata realizzate su progetto di Giovanni Antonio Sulas, il designer nuorese che negli stessi anni realizzò l’hotel Su Gologone e collaborò con Savin Couelle alla costruzione della prima Costa Smeralda. Un bel biglietto da visita, insomma, ma anche un punto di riferimento obbligato per i turisti prima dell’avvento di smartphone, Booking.com e applicazioni varie, e ancora oggi un valido punto d’appoggio per i tanti che alle nuove tecnologie preferiscono informazioni messe a disposizione da personale cortese e preparato, quale sono le due storiche funzionarie attualmente destinate ad altri incarichi.

Eppure da un anno e mezzo, cioè dal marzo 2020, l’ufficio è chiuso al pubblico e non si sa ancora quando potrà riaprire. Quattro anni fa la sua gestione è passata dalla Provincia alla Regione, ma la situazione non è affatto migliorata. Interpellato dalla Nuova nel maggio scorso, l’assessorato regionale al turismo aveva spiegato che l’ufficio era chiuso per problemi legati all’agibilità dei locali, come si diceva vecchi di almeno 50 anni, e alla necessità di metterli in sicurezza. Ma la tanto attesa ristrutturazione, mentre la stagione turistica quasi volge al termine, non c’è stata. Né l’assessorato ha mantenuto la promessa di aprire in un altro locale un ufficio provvisorio, proprio quando la città è diventata a pieno titolo una metà turistica. (p.me.)

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