La lingua blu ormai dilaga vari focolai a Noragugume

La sindaca Zaru attende da un momento all’altro il verdetto dell’Assl sugli ovili Allarme anche a Bolotana dove sono stati segnalati numerosi casi sospetti 

NORAGUGUME. Nel Marghine è allarme lingua blu. Sale la preoccupazione tra gli allevatori e quello che si temeva potrebbe essere sul punto di accadere. Ci sono casi sospetti e i focolai sarebbero diversi. I più numerosi segnalati a Noragugume. Al sindaco, Rita Zaru non è ancora giunta alcuna comunicazione ufficiale da parte della Assl, ma si presume sarà soltanto questione di ore. Entro oggi la nota potrebbe essere sul suo tavolo e a quel punto al primo cittadino non resterà altro che firmare l’ordinanza di sequestro delle aziende agricole interessate. Un provvedimento restrittivo che, tra le varie misure, potrà imporre il blocco delle movimentazioni degli animali nel raggio di 20 km dal luogo in cui si trovano le greggi malate. Iter necessario allo scopo di impedire che l’infezione virale dilaghi mettendo a rischio altri capi di bestiame e il lavoro delle imprese. Da qualche settimana nel paese si stava navigando a vista. Col senno di poi le preoccupazioni dei pastori apparirebbero più che fondate così come i dubbi che tra le pecore – alcune già da tempo avevano iniziato a mostrare sintomi riconducibili alla patologia – potessero esserci parecchi casi di blue tongue.

Anche a Bolotana sembrerebbero esserci novità in arrivo. Tutt’altro che buone. Nel piccolo centro sono stati segnalati dei casi sospetti. Come prassi vuole, bisognerà attendere l’ufficialità da parte dell’Area socio-sanitaria locale di Nuoro. Nel frattempo in paese prosegue senza sosta la campagna di immunizzazione avviata il 24 agosto. Lo stesso sta accadendo, da lunedì 30, a Noragugume dove i numeri sembrano essere confortanti. Decine e decine gli allevamenti in cui è stata effettuata la profilassi. I veterinari a disposizione, pochi per la verità, sono stati dislocati nelle aree a maggior rischio. Stanno operando per eseguire tutte le procedure al fine di immunizzare quanti più ovini possibile. È in atto una vera e propria corsa per salvare il salvabile e scongiurare lo scenario più disastroso.

Le aziende zootecniche dislocate nei due centri del Marghine sono all’incirca un centinaio. I capi di bestiame si aggirano, invece, tra i 4500 e i 5000. Numeri importanti che rendono l’idea di quanto sia alta la posta in gioco. La lingua blu, se presa nella forma più grave, può portare al decesso degli animali. Eventualità che non può essere scartata e che mette in allarme gli allevatori. Come nella lotta al Covid, anche in questo caso, l’unica arma capace di bloccare i contagi e impedire il diffondersi dell’infezione sembra essere il vaccino.

©RIPRODUZIONE RISERVATA



WsStaticBoxes WsStaticBoxes