Schianto all’alba, muore a 27 anni

Giulia Ibba, di Ilbono, rientrava dal lavoro quando ha perso il controllo dell’auto. Illesa la collega

LANUSEI. L’utilitaria scura sbanda e tocca il banchettone, poi si schianta contro un palo e, infine, si ribalta finendo su un lato ai bordi della carreggiata stradale. Così, in una domenica mattina di settembre inoltrato che sembra inneggiare alla vita e, invece, riserva un’immane tragedia, si spezza la giovane esistenza di Giorgia Ibba. Sono le 7 quando la Fiat Punto guidata dalla giovane donna di Ilbono, 27 anni compiuti lo scorso 5 settembre, si infila nel circonvallazione di Lanusei, a valle dell’abitato. Quel che succede in quei drammatici istanti che precedono lo schianto fatale, ancora non è dato saperlo con certezza. Forse un colpo di sonno che tradisce la giovane donna al ritorno dalla festa di matrimonio dove aveva lavorato come cameriera in un locale di Cardedu, o forse un malore, questo è quanto ipotizzano i carabinieri della Compagnia di Lanusei che stanno ricostruendo la dinamica dell’incidente.

Quel che è certo è che la ragazza perde il controllo dell’auto che va a sbattere nel cordolo di cemento. L’impatto contro la superficie dura potrebbe aver fatto scoppiare lo pneumatico, e aver innescato la terribile sequenza di morte. La traiettoria impazzita della Punto, dopo l’urto con il palo della segnaletica stradale, si ferma poco prima dell’incrocio che porta al distaccamento dei vigili del fuoco. Saranno proprio loro tra i primi ad accorrere nel teatro della tragedia assieme all’equipe sanitaria del 118.

Ma purtroppo per Giorgia, che nell’impatto riporta lesioni devastanti, tra le quali un trauma cranico, ogni intervento è inutile. Sara Pittau, la giovane donna di Villacidro che viaggiava con lei e che lavorava nello stesso ristorante di Cardedu, viene soccorsa dall’ambulanza e trasportata in codice rosso all’ospedale che dista poche centinaia di metri. Ma è un codice rosso “di dinamica”, come accade per tutti gli incidenti di questo tipo. Sara Pittau è fortunata: dalla carambola esce miracolosamente indenne. I medici le prestano le prime cure ma non c’è bisogno di ricovero e viene dimessa poco dopo.

La notizia della scomparsa di Giorgia, nel frattempo, raggiunge il paese che dista un paio di chilometri. Vengono informati i familiari più stretti: il padre Paolo, la madre Palmira, la sorella Lucrezia di qualche anno più piccola. Con i tanti parenti, attoniti, devono confrontarsi con un dolore lacerante: la loro ragazza non c’è più, riposa nella camera mortuaria del Nostra signora della Mercede in attesa dell’ultimo saluto che le verrà dato questo pomeriggio nel corso di una breve cerimonia in chiesa, nella parrocchia di San Giovanni Battista.

Lo sconforto cala come una cappa opprimente nel centro ogliastrino. Era la voglia di vivere fatta persona, Giorgia Ibba. Una ragazza sportiva con trascorsi da pallavolista e karateka, diplomata al liceo scientifico di Lanusei, Giorgia aveva sempre un sorriso aperto ad illuminarle il viso. Giovedì – se un destino terribile non l'avesse fermata – sarebbe dovuta partire per Londra. Sono ore di smarrimento per la piccola comunità ilbonese che si stringe attorno alla famiglia Ibba.

Sono ore durissime per chiunque abbia avuto a che fare con questa tragedia della strada, l’ennesima, sulla quale i militari, coordinati dal luogotenente Orazio Deiana che in questi giorni sostituisce il capitano Giuseppe De Lisa alla guida della Compagnia ed è di Ilbono, cercheranno di fare chiarezz . Per tutti quelli che la conoscevano e non solo, sono ore di dolore immenso.

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