Il presidente Bitti: «Per il Piano un’azione condivisa tra enti»

NUORO . Il presidente della Confindustria della Sardegna centrale, Giovanni Bitti, chiede uno sforzo comune per utilizzare al meglio le opportunità del Pnrr, il piano nazionale di rilancio e...

NUORO . Il presidente della Confindustria della Sardegna centrale, Giovanni Bitti, chiede uno sforzo comune per utilizzare al meglio le opportunità del Pnrr, il piano nazionale di rilancio e resilienza. «Le somme disponibili sono rilevanti, in particolare per le zone interne – ha sottolineato Bitti – ma serve un raccordo tra gli enti territoriali, che ancora non vedo». L’invito del presidente degli industriali nuoresi è stato uno dei passaggi più importanti del convegno di qualche giorno fa proprio sul Pnrr, finanziato dall’Unione Europea, e il progetto di potenziamento della ferrovia nella provincia. Confronto al quale hanno preso parte la vice-ministra dello Sviluppo economico, Alessandra Todde, il presidente della Camera di Commercio, Agostino Cicalò, insieme al presidente dell’Anci regionale, Emiliano Deiana, e a Claudio Solinas, responsabile del comitato Trenitalia nel Nuorese. Il capo di Confindustria Nuoro-Ogliastra ha definito il Pnrr, «l’ultimo treno per fare uscire le aree interne dai pesanti limiti infrastrutturali». Ma ha anche espresso tutte le sue perplessità che l’operazione possa andare a buon fine: «Manca non solo a livello regionale, ma anche a livello locale un’azione condivisa, dove concentrare tutti gli sforzi e arrivare pronti a questa sfida». Bitti la chiama “governance”, dove concentrare progetti legati da un idea di sviluppo e veda riuniti i municipi, la Camera di commercio, le organizzazioni di categoria. Struttura decisiva in particolare per i piccoli comuni, «dove manca anche il personale che possa redigere i documenti richiesti». Posizione sposata, durante il convegno nuorese, da Emiliano Deiana, il responsabile sardo dell’Associazione dei comuni. Il dirigente si sbilancia anche di più e invoca un nuovo piano di Rinascita, come nel dopoguerra: «Lo dobbiamo pretendere dallo Stato, con la motivazione che solo un intervento straordinario può consentire alla Sardegna di ridurre le differenze infrastrutturali». Una condizione di svantaggio della quale Deiana ha portato le prove e i numeri: «La nostra isola perdeva già prima della pandemia 4mila abitanti all’anno, che nel 2020 sono diventati 20mila. La tendenza rischia di continuare». Non sarebbe sufficiente neppure il Pnrr: «Credo che alcune delle opportunità – ha aggiunto Deiana – siano state perse nel momento stesso in cui il piano è stato presentato. Per le ferrovie l’unico progetto presente era il raddoppio della Decimomannu-Villmassargia. Nulla, invece, sulla riqualificazione della Nuoro-Macomer, fondamentale per questa provincia, e non solo». (f.p.)

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