Piano delle periferie: idee per valorizzare le aree degradate
di Francesco Pirisi
L’amministrazione comunale a confronto con i cittadini Nei quartieri spunteranno parchi verdi e campi da gioco
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NUORO. I vecchi, spesso tristi, cortili condominiali potranno essere trasformati in luoghi dove il tratto è la socialità, e anche la vivacità. Il Comune per questo obiettivo ha pensato a dei laboratori, in seno al piano delle periferie. Vi spunteranno piccoli parchi verdi, campi da gioco, oppure luoghi in cui dedicarsi all’arte teatrale o ad altri tipi di comunicazione. Di quanto si vuole fare nei diversi quartieri se n’è iniziato a parlare lunedì scorso, nel cortile del complesso popolare ex Area tra le vie Piemonte e Liguria. L’hanno fatto il vice-sindaco, Fabrizio Beccu, e le assessore Fausta Moroni (Politiche sociali) ed Eleonora Angheleddu (Verde urbano) incontrando gli abitanti dei palazzi. Erano presenti anche alcuni tecnici del settore delle costruzioni e dell’organizzazione urbanistica. Al centro del confronto la proposta, che parte dall’idea di coinvolgere i cittadini nella strutturazione dei cortili, oggi perlopiù utilizzati come parcheggi per le auto. «Insieme agli abitanti delle diverse zone – hanno spiegato i tre esponenti dell’amministrazione – si deciderà come trasformare gli spazi tra i palazzi. Con la logica di fondo – hanno aggiunto – che le scelte saranno fatte tenendo conto del fatto che ci sia una popolazione maggiore di bambini e ragazzi o di anziani, oppure i nuclei di abitanti siano più che altro costituiti da famiglie».
La differenza porterà a puntare di più su qualche campo da gioco, piuttosto che su parchi per il riposo e l’incontro, o ancora su strutture dove organizzare parentesi culturali. Ma ciò che è rivoluzionario è il fatto che gli stessi cittadini saranno proponenti e “architetti” dell’organizzazione degli spazi.
«I progetti e poi le opere – hanno spiegato ancora Beccu, Moroni e Angheleddu – nasceranno all’interno di laboratori, in cui s’insegneranno le tecniche della falegnameria, della florovivaistica. Oppure, riguarderanno – hanno aggiunto – il teatro, la scrittura creativa». I laboratori saranno organizzati dal Comune, che metterà a disposizione dei cittadini sia i materiali e sia il supporto tecnico. In questo modo, si attuerà un’altra parte del programma del piano delle periferie, sul quale l’amministrazione del sindaco Andrea Soddu punta per disegnare il futuro della città. Il sindaco si è soffermato proprio su quest’ultima parte, in ordine cronologico, oggetto ora delle attenzioni del governo civico: «Siamo di fronte – sono state le sue parole – a una rivoluzione nel modo di pensare gli interventi pubblici. I cittadini, che di solito si limitano a fruire delle opere, dopo che queste vengono realizzate – ha aggiunto – in questo caso diventano protagonisti della fase progettuale e dell’esecuzione». Una considerazione sul metodo dell’iniziativa dell’ente municipale, prima di passare a sottolineare il valore del cambio nel pensare e vivere alcuni luoghi urbani, sinora lasciati ai margini: «Spazi che oggi sono destinati perlopiù a parcheggi per le auto – ha rimarcato il sindaco – diventeranno luoghi sicuri di aggregazione per bambini, giovani, anziani, per intere famiglie». Quello tenuto lunedì scorso nel cortile popolare tra via Piemonte e via Liguria, è il primo incontro di una serie. Ne seguiranno nelle settimane a venire. Il numero dipenderà delle richieste che arriveranno in municipio e dall’interesse effettivo a rispondere affermativamente alla proposta di diventare protagonisti dello sviluppo della città. L’elemento della compartecipazione pubblico-privata è del resto parte della filosofia complessiva che sostiene il piano delle periferie, finanziato, ricordiamo, con 29 milioni di euro, dal ministero delle Infrastrutture e Mobilità sostenibile e dalla Regione. La partnership con i privati, nelle intenzioni dell’amministrazione Soddu dovrebbe esplicarsi nella partecipazione di imprese e aziende alla gestione di alcuni servizi o alla realizzazione di opere funzionali alla vita della città. Una componente talmente importante da preventivare una crescita del volume di risorse del piano, da 29 a circa 36 milioni di euro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La differenza porterà a puntare di più su qualche campo da gioco, piuttosto che su parchi per il riposo e l’incontro, o ancora su strutture dove organizzare parentesi culturali. Ma ciò che è rivoluzionario è il fatto che gli stessi cittadini saranno proponenti e “architetti” dell’organizzazione degli spazi.
«I progetti e poi le opere – hanno spiegato ancora Beccu, Moroni e Angheleddu – nasceranno all’interno di laboratori, in cui s’insegneranno le tecniche della falegnameria, della florovivaistica. Oppure, riguarderanno – hanno aggiunto – il teatro, la scrittura creativa». I laboratori saranno organizzati dal Comune, che metterà a disposizione dei cittadini sia i materiali e sia il supporto tecnico. In questo modo, si attuerà un’altra parte del programma del piano delle periferie, sul quale l’amministrazione del sindaco Andrea Soddu punta per disegnare il futuro della città. Il sindaco si è soffermato proprio su quest’ultima parte, in ordine cronologico, oggetto ora delle attenzioni del governo civico: «Siamo di fronte – sono state le sue parole – a una rivoluzione nel modo di pensare gli interventi pubblici. I cittadini, che di solito si limitano a fruire delle opere, dopo che queste vengono realizzate – ha aggiunto – in questo caso diventano protagonisti della fase progettuale e dell’esecuzione». Una considerazione sul metodo dell’iniziativa dell’ente municipale, prima di passare a sottolineare il valore del cambio nel pensare e vivere alcuni luoghi urbani, sinora lasciati ai margini: «Spazi che oggi sono destinati perlopiù a parcheggi per le auto – ha rimarcato il sindaco – diventeranno luoghi sicuri di aggregazione per bambini, giovani, anziani, per intere famiglie». Quello tenuto lunedì scorso nel cortile popolare tra via Piemonte e via Liguria, è il primo incontro di una serie. Ne seguiranno nelle settimane a venire. Il numero dipenderà delle richieste che arriveranno in municipio e dall’interesse effettivo a rispondere affermativamente alla proposta di diventare protagonisti dello sviluppo della città. L’elemento della compartecipazione pubblico-privata è del resto parte della filosofia complessiva che sostiene il piano delle periferie, finanziato, ricordiamo, con 29 milioni di euro, dal ministero delle Infrastrutture e Mobilità sostenibile e dalla Regione. La partnership con i privati, nelle intenzioni dell’amministrazione Soddu dovrebbe esplicarsi nella partecipazione di imprese e aziende alla gestione di alcuni servizi o alla realizzazione di opere funzionali alla vita della città. Una componente talmente importante da preventivare una crescita del volume di risorse del piano, da 29 a circa 36 milioni di euro.
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