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cronaca

Sindacopoli, dopo 8 anni tutto prescritto

Si chiude sul nascere il processo davanti al collegio per la tranche nuorese dell'inchiesta sui presunti appalti pilotati


08 aprile 2022 Valeria Gianoglio


NUORO. Tutti i reati estinti, "per intervenuta prescrizione". Dopo poco meno di due lustri, tra indagini, accertamenti e rinvio a giudizio, ieri mattina il tribunale collegiale dichiara tutto prescritto, così come del resto poco prima avevano chiesto il pubblico ministero Riccardo Belfiori e la difesa. E così, a otto anni dai fatti contestati e dal mega polverone che aveva toccato enti pubblici e funzionari per le accuse di "turbata libertà degli incanti", e di "frode nelle pubbliche forniture" , il processo passato alle cronache come la tranche nuorese della maxi inchiesta Sindacopoli finisce con un nulla di fatto. «Chiedo il non doversi procedere per intervenuta prescrizione: i reati sono del 2014 - rileva, infatti, in aula il pubblico ministero Riccardo Belfiori - e rilevo anche che il tribunale competente sarebbe quello monocratico». E anche la difesa concorda sulle stesse conclusioni. «Il pm ha correttamente rilevato che sono trascorsi ben oltre sette anni e mezzo dai fatti contestati» spiega, poco dopo, anche l'avvocato Martino Salis.

«Concordiamo con il pm in ordine al decorso del tempo, per cui ci rimettiamo al collegio per la decisione, ma riteniamo in ogni caso che Davide Soro vada assolto nel merito», chiede l'avvocato Sebastian Cocco. E così, dopo una breve camera di consiglio, poco dopo il tribunale collegiale emette il verdetto ampiamente previsto: «Dichiaro i reati estinti per intervenuta prescrizione», dice la presidente del collegio giudicante. Tutto finito, dunque. Dopo quasi otto anni tra inchiesta, accertamenti e udienze preliminari, il processo per la tranche nuorese dell'inchiesta Sindacopoli finisce ancor prima di cominciare. E se anche non fosse intervenuta la prescrizione, molto probabilmente la sua competenza sarebbe passata a un altro giudice: sarebbe andata dal tribunale collegiale a quello in composizione monocratica.

Tutto finito, dunque, per i professionisti che fino a ieri erano imputati: Salvatore Pinna, di Desulo, l'ex sindaco di Belvì, Rinaldo Arangino, Francesco Chessa, di Loculi, e Davide Soro, di Ollolai. Secondo l'accusa formulata a suo tempo, a vario titolo avevano contribuito a un sistema collaudato per gestire in modo irregolare alcuni appalti affidandoli poi, in modo irregolare, nel 2014, a professionisti di loro scelta. La gara contestata era quella del programma di sviluppo rurale degli anni 2007-2013, bandita dall'Unione comuni della Barbagia per alcuni interventi di ristrutturazione e recupero architettonico a Gavoi, Ollolai, Olzai, Oniferi, Ovodda, Sarule e Tiana. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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