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Nuoro

Il riconoscimento

Premio Sheikh Hamad a un barbaricino: Alessandro Columbu firma la miglior traduzione di racconti dall’arabo all’inglese

di Michela Columbu

	Alessandro Columbu durante la premiazione
Alessandro Columbu durante la premiazione

Il 37enne di Ollolai vive a Londra e insegna all’Università Westminster. «Sono onorato ed emozionato, dopo anni di studio e di lavoro»

19 dicembre 2023
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Ollolai Il docente di lingua araba Alessandro Columbu, ollolaese che vive a Londra e insegna all’Università Westminster, ha vinto il premio Sheikh Hamad per la Traduzione e l’Intercomprensione Internazionale, assegnato a Doha in Qatar. Il 37enne barbaricino, ha avuto il riconoscimento per la miglior traduzione dall’arabo all’inglese di una raccolta di racconti brevi intitolata Sour Grapes (traducibile come Uva Acerba) del siriano Zakaria Tamir, ed è stato premiato durante una prestigiosa cerimonia direttamente dall’emiro Tamim Bin Khalifa. Già autore della prima traduzione dall’arabo in sardo (Segamentu de Ancas, pubblicata da Condaghes nel 2015), Columbu ha pubblicato Sour Grapes nel giugno di quest'anno per la Syracuse University Press di New York, ed è stato coadiuvato nel suo lavoro dalla traduttrice catalana Mireia Costa Capallera, sua studentessa ai tempi dell'Università di Manchester nel 2018.

Grande è la soddisfazione del docente ollolaese che commenta: «Siamo onorati e emozionati per questo traguardo che ci premia per anni di studio e di lavoro. Premi come questo sono uno straordinario incentivo a continuare sulla strada dell’apprendimento delle lingue straniere e della traduzione, ponte tra popoli e culture».

Istituito a Doha-Qatar nel 2015, il premio Sheikh Hamad per la Traduzione e l’Intercomprensione Internazionale, ha contribuito a far avanzare e a sostenere il movimento della traduzione nel mondo da e verso la lingua araba, ed è considerato il più importante premio mondiale per la traduzione da e verso la lingua araba, sia in termini di valore che di prestigio. Il premio viene assegnato per onorare e apprezzare i traduttori per aver rafforzato i legami di amicizia e cooperazione tra la madre del mondo e i suoi popoli, premiando l’eccellenza, incoraggiando la creatività, consolidando e partecipando alla diversità, al pluralismo e all'apertura. Quest’anno ha registrato candidature da 38 paesi di tutto il mondo, con opere che spaziano dalla letteratura agli studi islamici, filosofia, scienze sociali, scienze politiche e storia.

«Aspiriamo – spiegano gli organizzatori sul loro sito – a consolidare la cultura della conoscenza e del dialogo, diffondere la cultura araba e islamica e la comprensione internazionale e incoraggiare l'intercomprensione tra la lingua araba e le lingue del resto del mondo attraverso attività di traduzione. Arricchire la biblioteca araba è una parte importante delle culture, della letteratura, delle arti e delle scienze».

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