La Nuova Sardegna

Nuoro

Il progetto

Noddule, tra rovi ed erbacce spunta il “pinnettu” dell’Ottocento

di Valeria Gianoglio
Noddule, tra rovi ed erbacce spunta il “pinnettu” dell’Ottocento

Nuoro, nel complesso nuragico a pochi km dal capoluogo parte un percorso di ripristino del paesaggio rurale

04 febbraio 2024
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Nuoro Gli ultimi eredi degli antichi proprietari della zona ne hanno un ricordo vago ma più che sufficiente per descriverne l’aspetto originario: cinque metri di diametro interno, diversi metri di altezza, alcune pertinenze nelle immediate vicinanze, e una porcilaia, in particolare. E in mezzo a mille immagini che profumano di passato, non hanno dimenticato che attorno, i loro avi, ci trascorrevano le lunghe sere d’estate, a godere del fresco e del verde delle campagne a pochi chilometri da Nuoro. Gli attuali gestori del sito nuragico di Noddule, Antonia Pintori e Mario Cabiddu, lo avevano intuito da tempo, che l’area che curavano da anni per conto del Comune e che fanno visitare agli archeo-turisti, celasse ancora tanti preziosi tesori della storia, e qualche tempo fa sono riusciti a scoprirne uno nuovo. Proprio come il nuraghe che avevano riportato alla luce all’inizio della loro avventura a Noddule, anche l’antico “pinnettu” della zona era avvolto dai rovi, nascosto dalle erbacce, in parte inglobato dalla terra, e con le pareti crollate. Mario Cabiddu, mesi fa, era riuscito a intravederne l’interno almeno in parte, e aveva capito che per farlo rinascere agli antichi splendori oltre a tanto lavoro servissero anche contributi. Così, insieme alla compagna di vita e di lavoro, cominciano a studiarne la storia, intervistano i vecchi proprietari del terreno, presentano un progetto di recupero, lo sottopongono alla Soprintendenza. E alla fine, grazie al loro lavoro scrupoloso, ottengono il finanziamento necessario.

Il resto è storia di queste ultime settimane, baciate dal sole e da temperature che ricordano la primavera: la prima tappa del progetto per far rinascere il pinnettu di Noddule è partita di gran carriera. Per ora, siamo alla fase di pulizia dell’area: bisogna togliere decenni di erbacce e di terriccio. «L’obiettivo è quello di ricostruirlo esattamente come era – spiegano Mario Cabiddu e Antonia Pintori – utilizzando gli stessi materiali. Riusciremo a farlo grazie al finanziamento che abbiamo vinto con un progetto legato al bando del Pnrr gestito dalla Regione per il ripristino del paesaggio rurale. Per ora abbiamo cominciato la fase delle pulizie dell’area e siamo riusciti a far raffiorare l’antico pinnettu dalla selva di rovi e arbusti che lo nascondevano quasi del tutto. Ma questo è solo il primo passo». Le tappe successive, infatti, oltre al pieno ripristino della struttura prevedono il suo inserimento all’interno di un percorso più ampio: servirà a far vedere in diretta ai visitatori dell’area come vivevano i pastori di inizio Ottocento. perché è proprio a quell’epoca che si ipotizza possa risalire.

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