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Nuoro torni a sognare in grande col Man

di Luciano Piras
Nuoro torni a sognare in grande col Man

Il Museo di arte moderna e contemporanea da 25 anni nel vasto mondo

24 febbraio 2024
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Sì, è vero: la festa c’è stata, Nuoro ha appena celebrato il 25° anniversario del suo famoso museo Man. Nulla da dire, per carità, l’appuntamento ha avuto gli onori che doveva avere. Una settimana di eventi per ricordare quel magnifico 6 febbraio del 1999, una data storica per il capoluogo della Barbagia. Un preziosissimo sabato d’inverno per la cosiddetta “Atene sarda”, allora pronta a fare il salto oltre confine con l’arte moderna e contemporanea. L’euro era stato introdotto da poco più di un mese, Michael Jordan si era ritirato dal basket, e da lì a qualche giorno Anna Oxa avrebbe vinto il 49° Festival di Sanremo con la canzone Senza pietà. Nuoro, invece, iniziava a staccare i primi biglietti all’ingresso della palazzina di via Satta.

Pimpante e frizzante, la città del Nobel Grazia Deledda, guardava lontano, molto lontano. Aperte le porte al pubblico con una grande mostra dedicata a Eduardo Chillida, “La memoria e la mano”, accanto a una imponente antologica di Gino Frogheri, Nuoro entrava nel vasto mondo. L’Atene sarda entrava nei circuiti internazionali, non c’era giornale che non parlasse di Nuoro. Finalmente non era più il banditismo, la criminalità, a portare Nuoro in prima pagina. Nuoro piccolo capoluogo di periferia diventava tappa obbligata di un tour globale nel Vecchio continente. L’Europa era finalmente Nuoro, l’Unione europea era finalmente casa nostra.

Complice quella visionaria di prima direttrice del museo Man, Cristiana Collu. Lei, cagliaritana di nascita, sbarcata in Barbagia dopo gli studi e una intensa parentesi australiana. Lei, che allora aveva appena 27 anni, la più giovane direttrice di museo in Italia. Ora alla guida della Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma, già al timone del Mart, il Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, è Cristiana Collu che ha dato anima e corpo a quel gioiellino di museo Man ricavato tra le viuzze a due passi dal corso Garibaldi. Certo, allora erano altri tempi, altra storia: Nuoro era un laboratorio sempre al centro dell’agenda politica. Provincia, Comune, Ente provinciale per il turismo e Camera di commercio erano i primi a crederci, oggi invece... invece.

È passato un quarto di secolo, Lorenzo Giusti ha preso il posto di Collu; poi sono arrivati Luigi Fassi e dopo di lui Chiara Gatti. Sono passati 25 anni. Nuoro ha visto cose impensabili: Miró, Picasso, Schiele e Giacometti sono diventati “nuoresi”, persino un immenso Giotto ha fatto tappa in via Satta! Roba da capitale europea! Il museo Man ha cambiato il volto di Nuoro, non c’è dubbio, eppure questo 25° anniversario è passato come se fosse una festa qualunque. La direttrice Gatti ha messo in piedi un ottimo calendario di eventi, ha richiamato migliaia e migliaia di visitatori. Ma... ma Nuoro, Nuoro intesa come comunità, avrebbe dovuto fare di più, molto di più. Venticinque anni dopo, il capoluogo della Barbagia dorme come non ha mai dormito. Accucciata in un angolo, Nuoro aspetta tempi migliori piuttosto che rimboccarsi le maniche e sognare in grande come ha fatto e farà ancora il Man.

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