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Nuoro, servitù di passaggio al monte Ortobene: il Comune mette ordine alla sentieristica

di Francesco Pirisi

	Nuoro vista del monte Ortobene (foto di Massimo Locci)
Nuoro vista del monte Ortobene (foto di Massimo Locci)

Delibera di giunta per le terre di proprietà privata: valgono l’uso pubblico e le consuetudini di lunga data

03 aprile 2024
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Nuoro Sulle terre private nei sentieri dell’Ortobene il Comune ha deciso di dichiarare la “dicatio ad patriam”, ossia la destinazione a uso pubblico. La decisione è contenuta nella delibera della giunta comunale del 23 febbraio 2024. Vi ha fatto seguito nei giorni scorsi l’avviso del segretario generale, Vincenzo Zanzariello, che dà 30 giorni di tempo per presentare eventuali osservazioni, da parte dei cittadini interessati. Questo perché la “dicatio ad patriam” crea una servitù pubblica nelle terre private, «al fine di consentire l’utilizzo libero e indifferenziato “uti cives” da parte della collettività», come si legge nella delibera approvata dalla giunta del sindaco Andrea Soddu. Si tratta, in pratica, di una servitù di transito, che consente di imprimere su quelle terre il diritto all’utilizzo pubblico. Così da evitare, sempre grazie alla classificazione tra un po’ concreta ed effettiva, che i proprietari delle aree possano imporre limiti al loro utilizzo. Il nodo, che ora sarà sciolto, è stato dentro il confronto e la scelta dell’esecutivo municipale.

Partito dalla considerazione che «il monte Ortobene è interessato da un programma regionale di rivalutazione dei sentieri, finalizzato alla riscoperta delle radici territoriali, alla rivalutazione del rapporto con la natura, alla valorizzazione della mobilità ecologica, alla tutela dell’ambiente, all’uso ragionevole delle bellezze naturali». Conseguente, dunque, la decisione di provvedere «alla destinazione pubblica dei sentieri, lungo tutti i percorsi individuati dal piano medesimo», ha proseguito la giunta. La soluzione era presente proprio nella situazioni dei luoghi e nella consuetudine. Perché, com’è iscritto nell’atto della giunta municipale, seppur «tali sentieri ricadono, per alcuni tratti, in proprietà private, i proprietari consentano da tempo immemorabile l’utilizzo libero e indifferenziato da parte della collettività».

Dunque, quest’ultimo il presupposto giuridico per arrivare alla “dicatio ad patriam”, l’istituto utilizzato nel diritto per la costituzione di una servitù pubblica. Dichiarazione soggetta comunque alle osservazioni, che i cittadini potrebbero presentare nel tempo in cui andrà avanti la pubblicazione nell’albo pretorio e nel sito del Comune. Pubblicazione presente anche negli albi pretori della Provincia e dei comuni confinanti con Nuoro. Per quanto riguarda i titolari di terreni che ricadono nelle aree dei sentieri in questione, l’amministrazione civica gli chiede la comunicazione di eventuali aggiornamenti sulle successioni pregresse, sui trasferimenti di proprietà e sulla costituzione di altri diritti reali o di diritti personali di godimento.

La valorizzazione della sentieristica va di pari passo all’intervento che qualche lustro addietro ha portato alla creazione della Zps, la zona di protezione speciale. Vi sono inclusi 900 ettari, per i quali i quali è stato approvato un piano di gestione. Prima di tutto per salvaguardare fauna e flora selvatica e, in stretto collegamento, per creare le condizioni anche di uno sfruttamento turistico, che vada di pari passo e in armonia con il primo obiettivo. Da non dimenticare che la parte preponderante dell’area ricadente nella Zps, l’anno scorso è stata affidata in concessione all’agenzia regionale Forestas. Contratto di 15 anni. Le sue squadre vi opereranno per le opere di pulizia del bosco, mirate soprattutto a eliminare i rischi di incendi. Considerato che il monte Ortobene è stato spesse volte uno degli obiettivi dei piromani. L’altro impegno di Forestas è per la cosiddetta “rinaturalizzazione” del bosco, favorendo la crescita di piante autoctone sui versanti della montagna.

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