La Nuova Sardegna

Nuoro

L’emergenza

«Nuoro, no ai detenuti psichiatrici nel carcere di Badu ’e Carros»

di Luciano Piras
«Nuoro, no ai detenuti psichiatrici nel carcere di Badu ’e Carros»

Appello del segretario generale regionale della Fns-Cisl Giovanni Villa dopo l’ennesima aggressione subita da un poliziotto

21 aprile 2024
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Nuoro «Più volte abbiamo denunciato questo stato di cose chiedendo interventi risolutivi, ma fino ad oggi nulla di concreto è stato fatto. Anche oggi ribadiamo, e lo facciamo ancora più convintamente, no ai detenuti psichiatrici in carcere». Alza i toni, Giovanni Villa, segretario generale regionale della Fns-Cisl, la Federazione della sicurezza. «Bisogna assolutamente trovare soluzioni adeguate alla problematica – ribadisce ancora una volta –. Bisogna aumentare i posti nella Rems (Residenza esecutiva misure di sicurezza, ndr) di Capoterra o costruirne delle nuove rivedendo la normativa ormai superata e non più calzabile alle esigenze reali». Un appello accorato, l’ennesimo a dire la verità, che arriva subito dopo gli ultimi fatti del carcere nuorese di Badu ’e Carros, in perenne emergenza per la cronica carenza di organici al lavoro.

Stavolta, a complicare la situazione, è un detenuto con evidenti problemi psichiatrici che non possono essere trattati nella casa circondariale barbaricina. «Il detenuto H.A., 27enne marocchino, arrivato a Badu ’e Carros dal penitenziario cagliaritano, pare sia essere mentalmente instabile – spiega il sindacalista della Cisl –. Il detenuto, trasferito dal penitenziario di Perugia in quello cagliaritano nell’ottobre scorso, si è reso subito problematico continuando quella scia delinquenziale che ha costretto l’Amministrazione ad eseguire almeno 15 trasferimenti da un carcere all’altro fino alla Sardegna. Oggi appunto si trova nel carcere nuorese dove continua ad aggredire verbalmente e fisicamente chiunque gli si pari davanti. Il detenuto extracomunitario ha alle sue spalle una carriera degna di nota. Arrestato e portato in carcere per scontare una pena di circa dieci mesi, ci dicono per resistenza e aggressione a pubblico ufficiale, collezionava più di 300 eventi critici (non contando i nuovi da quando si trova a Nuoro) di cui almeno 250 di importante rilevanza e tra i quali emergono: danneggiamento, violenza, minaccia, ingiuria, aggressione oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. Ciò – va avanti Giovanni Villa – parrebbe abbia comportato un aumento di pena che va oltre i 15 anni di condanna e che attualmente abbia già effettuato circa 1.000 giorni di isolamento. Parliamo di un solo detenuto che ad oggi ha comportato allo Stato italiano, viste le camere di pernottamento distrutte unitamente ai locali adibiti ad infermeria, centinaia di migliaia di euro di danni, poi se ci si ammontano le spese delle traduzioni da un carcere all’altro o verso gli ospedali unitamente al personale impiegato ed ai danni fisici e materiali provocati alle persone la somma in denaro lievita vertiginosamente».

Il segretario generale regionale della Fns-Cisl esprime vicinanza e solidarietà «ai colleghi che hanno subito e subiscono qualsiasi tipo di aggressione, sia fisica che verbale», ma soprattutto si appella al ministero e all’amministrazione penitenziaria. «Per contenere un giovane instabile di mente e fisicamente forte che giornalmente crea problemi di ordine e sicurezza in carcere – sottolinea – si deve intervenire con metodi contenitivi adeguati così da garantire che lo stesso non si faccia male e non faccia male ad altri. Per l’ennesima volta rinnoviamo l’appello ai vertici regionali competenti affinché si garantiscano specialisti psichiatrici in tutte le carceri sarde e in modo continuativo così che si possano prendere decisioni nell’immediatezza in caso il detenuto paziente e/o problematico metta in essere azioni aggressive contro chicchessia. Non è più tollerabile una situazione del genere. Basta, si intervenga quanto prima» chiude.

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