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Sanità

Femore fratturato, bimba trasferita da Nuoro a Sassari

di Simonetta Selloni

	L'ospedale San Francesco di Nuoro
L'ospedale San Francesco di Nuoro

Al San Francesco l’Ortopedia non esegue interventi: ennesimo caso di migrazione sanitaria

30 maggio 2024
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Nuoro Una bimbetta con una frattura scomposta al femore è diventata l’ennesimo caso nel sempre più vasto database di emigrazione sanitaria dell’ospedale San Francesco. La carenza dei medici nel reparto di Ortopedia ha di fatto provocato la chiusura della sala operatoria: se ci si frattura, meglio farlo entro le ore d’ufficio e sperare che la frattura sia composta o comunque trattabile senza il ricorso agli interventi. Il caso della piccola arrivata martedì pomeriggio all’ospedale è emblematico. Accolta in Pediatria – altro reparto che inizia a fare i conti con un numero risicato di medici – verificata la necessità di intervenire chirurgicamente, è iniziata la ricerca di un ospedale disposto ad accogliere la piccola paziente. Un “giro delle sette chiese”, i cui protagonisti sono i medici, già pochi, impegnati in lunghe telefonate per poter dare una risposta sanitaria coerente con la patologia. La segnalazione è arrivata da Francesco Agus, consigliere regionale (Progressisti) e componente della Commissione Sanità: «Il punto è che non si è trattato di una patologia particolarmente complessa o rara da richiedere l’organizzazione presente solo in ospedali ad altissima specialità, il Gaslini o il Bambin Gesù ad esempio. Questo accade perché sempre più spesso i nostri ospedali non sono in grado di trattare casi che sino a pochissimo tempo fa erano perfettamente alla portata della sanità sarda. Le professionalità – sottolinea Agus – ci sono, ma insistono in un sistema troppo frammentato». Per il caso specifico, si è perfino valutata la possibilità di inviare la piccola con un mezzo aereo fuori dalla penisola, per un trattamento di routine: qualche mese fa le stesse valutazioni erano state fatte per un caso di appendicite. La piccola ieri mattina è stata infine trasferita all’ospedale civile di Sassari, il Santissima Annunziata, che l’ha accolta, ricoverandola in pediatria in attesa dell’intervento da parte degli ortopedici. C’è un fatto inequivocabile: il San Francesco è in una situazione di gravissima difficoltà, un paradosso incomprensibile: è stato l’ospedale più importante (per specialità) dell’ex Ats, e si trova al centro dell’isola. Il terzo polo sanitario non opposto a Cagliari e Sassari, ma, in una sanità coerente, in appoggio ai due centri maggiori. Che infatti ora annaspano, e c’è da chiedersi cosa accadrà a breve, con l’estate alle porte. Quando arriveranno i turisti e, in caso di incidenti , si sentiranno spiegare che a Nuoro, grandi e piccini, non possono essere operati. I già congestionati ospedali di Cagliari e Sassari potranno moltiplicare i posti letto? Difficile. Su di loro si scaricherà l’utenza che fa riferimento al San Francesco e che in estate triplica: non solo dalla provincia, ma da parte dell’Alto Oristanese, Goceano, parte dell’Ogliastra, e la fascia costiera della Baronia, posto che da Budoni in su l’utenza da tempo si rivolge a Olbia. Un’ultima cosa: i medici che si affannano al telefono per trovare un posto ai pazienti, piccoli e non, dovrebbero essere sollevati da questa incombenza. Il San Francesco ha un bed manager , la cui funzione è trovare soluzioni, anzi, letti come dice la parola, nella rete ospedaliera. Interviene quando i pazienti passano attraverso il Pronto soccorso, e la bimba in questo caso è andata direttamente in Pediatria. La Direzione sanitaria è stata informata della situazione, anche perchè nessun trasferimento avviene senza la sua autorizzazione. Ma, come è accaduto in questo caso – e non è l’unico – sono spesso i medici a occuparsene. Sono pochi, dovrebbero fare altro. Per non dire delle possibili conseguenze alle quali vanno incontro, in caso succeda qualcosa. Anche questa è una aberrazione del sistema. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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