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Politica comunale

Pierluigi Saiu: «Subito un’alleanza per fermare il Campo largo a Nuoro»

di Luciano Piras

	Una veduta di Nuoro dal parco di Tanca Manna
Una veduta di Nuoro dal parco di Tanca Manna

L’ex assessore regionale chiama a raccolta le forze del centrodestra. «Il Partito democratico ha già fatto troppi danni in passato»

01 giugno 2024
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Nuoro «Il progetto del Campo largo a Nuoro è il progetto del Pd che vuole rimettere le mani sulla città dopo che per nove anni ne è stato escluso. Bisogna quindi resistere e impedire che succeda, per il bene di Nuoro». La reazione di Pierluigi Saiu è immediata. Da una parte il consigliere regionale dem Roberto Deriu che chiama a raccolta le forze ci centrosinistra per replicare in città la compagine che a febbraio ha incoronato la presidente Alessandra Todde. Dall’altra, Saiu, esponente della Lega, già assessore regionale ai Lavori pubblici con la giunta Solinas, consigliere comunale di opposizione a Nuoro.

«Per fermare il Campo largo e il suo disegno di nuova occupazione del potere in città – è la sua controproposta – bisogna promuovere un confronto con tutti i cittadini, i gruppi e le forze politiche che riconoscono questo pericolo e vogliono reagire con coraggio e determinazione». «Il ragionamento va quindi oltre il prossimo passaggio del bilancio in consiglio comunale, che considero inutile – sottolinea Pierluigi Saiu –. Un pasticcio dovuto alle liti tra ex alleati e a vecchi rancori che si consumano in dispetti reciproci. Nulla di più». Candidato sindaco contrapposto ad Andrea Soddu, dopo il tonfo del primo cittadino, Saiu sottolinea che «insieme ad altri consiglieri di centrodestra abbiamo assunto una posizione chiara e coerente, fin da subito. Abbiamo detto che non saremmo stati la stampella di Soddu e abbiamo votato sia contro il Dup che contro il bilancio. Ma non siamo disposti a collaborare con il Pd e gli ex alleati del sindaco, oggi uniti solo da sentimenti di vendetta verso Soddu».

«Non dimentichiamo infatti le responsabilità degli uni e degli altri. Il Pd ha governato prima di Soddu, lasciando in eredità una situazione disastrosa. Gli ex alleati del sindaco hanno governato con lui per quasi nove anni, condividendone tutte le responsabilità. Ecco perché dobbiamo guardare oltre. Oltre Soddu ma anche oltre il Campo largo. L’elezione di Alessandra Todde alla guida della regione ha favorito la promozione di alcuni suoi sostenitori in posizioni di governo ma non ha determinato alcun reale miglioramento per la città. Penso per esempio alla sanità, che in questi ultimi mesi ha visto crescere, soprattutto nel nostro territorio, le emergenze da risolvere. Mentre l’assessore romano voluto dalla Todde si abbandona all’ennesimo annuncio su improbabili soluzioni, nella nostra provincia migliaia di cittadini sono senza medico di base e migliaia di bambini sono senza pediatra, per non parlare del San Francesco».

«Di fronte a queste emergenze – dice –, l’Europeade, che sembra invece l’unico tema che interessa alle sinistre, perde completamente rilevanza. Il futuro della città passa per il sostegno alle attività produttive e agli operatori del settore agricolo. Pratosardo ha bisogno di risorse, che deve garantire la Regione, ma soprattutto di una governance che, con idee e progetti chiari, coinvolga gli operatori». «Lo sviluppo del settore primario richiede nuovi investimenti in infrastrutture: viabilità e risorsa idrica, a cominciare dal completamento dell’intervento a valle di “Su Tuvu”. Il progetto del polo universitario può riprendere forza con l’Einstein telescope. Aprire le porte di Nuoro a tutte le università del mondo e sostenere il più grande polo di ricerca a livello continentale è una sfida che richiede visione e capacità di governo».

«Di questi temi bisognerebbe discutere e invece Nuoro è da mesi ostaggio di una crisi politica che altro non è che la somma di troppi egoismi. Non è comprensibile come ancora oggi si debba discutere di bilancio, dopo che è stato già bocciato. Bisogna guardare al futuro di Nuoro – chiude infine Pierluigi Saiu –, unendo tutte le forze politiche che sono alternative al campo largo e condividono un progetto comune, con una volontà chiara di cambiare».

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