«Qui hanno esordito grandi talenti come Aldo, Giovanni e Giacomo»
Il villaggio Palmasera di Cala Gonone fucina di comici di fama nazionale, da Elio delle Storie tese a Giorgio Faletti
Dorgali Un vero e proprio simbolo, una fucina di talenti della comicità e dello spettacolo italiano. È il Villaggio Palmasera a Cala Gonone, con vista sul Golfo di Orosei. Nel corso degli anni, questa pedana ha visto calcare i suoi legni artisti di fama nazionale e internazionale, diventando rampa di lancio per talenti che hanno fatto la storia dello spettacolo. Oggi proprietà della Iti Marina Hotels & Resorts dei Fratelli Loi di Orosei e gestito (per 20 anni) dall’azienda Club Esse, è uno dei primi villaggi turistici in Sardegna. Era stato costruito negli anni Settanta da Ferruccio Checchi, un impiegato postale romano, un vulcano di idee, diventato imprenditore. Protagonista suo malgrado della stagione di sequestri degli anni Novanta, una delle più drammatiche nella storia dei rapimenti in Sardegna. Ma questa è un’altra storia.
Quest’estate, a portare il sorriso e il divertimento ai vacanzieri della struttura è in primis Lele Barrella, il capo dell’intrattenimento. Artista torinese di grande talento, Barrella si trova a gestire un’eredità importante. Sul palco di Palmasera, infatti, si sono esibiti personaggi del calibro di Aldo, Giovanni e Giacomo, Elio delle Storie tese, Marina Massironi, Mago Forest, Giorgio Faletti e molti altri.
«Sono capo villaggio al Palmasera – commenta Barrella – lavoro nell’ambito dell’intrattenimento e della animazione turistica da 16 anni e da quattro anni lavoro qui a Cala Gonone». Un’eredità importate. «Sì, ho scoperto che il palco in cui lavoro è stato frequentato da tanti personaggi influenti, su tutti Aldo, Giovanni e Giacomo che si sono conosciuti proprio qui. Giacomo non smette di ricordare che il loro primo incontro è stato proprio qui a Cala Gonone. Ho scoperto da poco che Elio delle Storie tese qui faceva in tecnico audio luci. Questo è un villaggio molto moderno, ha tutto, campi da tennis, piscine, un bel teatro, accesso al mare». Rodrigo Checchi, figlio di Ferruccio: «Sì, ricordo benissimo Giacomo, era il capo dell’animazione ed era insieme a Marina Massironi, che seguiva i miniclub. Gli altri due, Aldo e Giovanni lavoravano insieme e si chiamavano “La carovana”, lavoravano una volta la settimana. Di Elio ricordo solo le sopracciglia, aveva 18 anni ma le sopracciglia di uno che ne aveva 50. Da noi sono passati tantissimi altri che poi sono diventati famosi. Erano bei tempi».
Un passato ricco di nomi illustri che rende questa location un punto di riferimento per chi sogna di emergere nel mondo dello spettacolo. Il palco di Palmasera, a due passi dall’omonima splendida spiaggia, continua così a essere un luogo di incontro tra grandi artisti e spettatori, un punto di partenza per nuove carriere e un simbolo di come la cultura e l’intrattenimento possano unire le persone in un’atmosfera di festa e allegria. Un gioiello nel cuore di Cala Gonone, che ogni estate regala emozioni indimenticabili a chi ha la fortuna di sedersi in prima fila.
«Nel 1985 ho passato l’estate in Sardegna – racconta spesso Giacomo Poretti, del trio – come capovillaggio a Cala Gonone, al Palmasera. È lì che ho incontrato Aldo e Giovanni. È stato subito amore professionale». Al Palmasera – racconta sempre Poretti in un suo podcast – è arrivato anche Stefano Belisaro, Elio delle Storie tese. Era un tecnico delle luci e dj. «Non passava giorno che non mi dicesse, io ho un gruppo siamo molto bravi a suonare. La mia risposta era sempre la stessa , ma va... smettila». «È vero, è vero conferma Elio». Dal palco gononese e dalle frequentazioni di Giovanni con ragazzi del posto tramite lo scambio verbale in sardo è nato “Nico e i Sardi”, con la sua strampalata interpretazione della limba di cui l’unica parola giusta era “ajò”. Esclamazione già entrata di diritto anche nel vocabolario del nuovo re del palco del Palmasera, Lele Barrella al quale hanno insegnato anche quello che da generazioni, senza nessuna offesa, è da sempre il grido dei ragazzi di Dorgali: “Broddoi”.
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