Anfiteatro verso la riapertura, l’assessora Corda: «Lavori fino a luglio, poi i collaudi»
Marco Moledda (Ten): «Partenariato pubblico-privato per la gestione? E’ un opzione»
Nuoro Il 2026 sembra poter essere l’anno buono per la definitiva riapertura dell’anfiteatro comunale “Fabrizio De André”. La maxi arena per gli spettacoli, che può contare su una capienza massima di circa 5mila posti a sedere (è una delle più grandi dell’isola), è chiusa dal lontano 2013 per effetto dei gravi danni strutturali subiti a margine del ciclone Cleopatra. Da allora e dopo un primo quinquennio di inerzia dovuta soprattutto alla mancanza di risorse pubbliche, la sua riqualificazione è sempre stata al centro del dibattito politico cittadino. Un dibattito che già la prossima estate potrebbe arrivare alla parola “fine”.
Il Comune La riapertura dell’anfiteatro risolverebbe non poche grane al Comune. Soprattutto quelle legate all’utilizzo dello stadio Quadrivio, al centro di un annoso braccio di ferro con la Nuorese, per il Redentore. Il festival regionale del folclore, infatti, potrebbe tornare nella sua sede storica, al netto delle disposizioni nazionali sopraggiunte negli anni in tema di sicurezza. Intanto l’assessora comunale ai Lavori pubblici, Giulia Corda, traccia il cronoprogramma. «Stiamo procedendo con la realizzazione e il completamento dell’intervento progettato e programmato – spiega – e a breve, in concomitanza con il termine dei lavori principali fissato per aprile, avvieremo quelli di manutenzione straordinaria delle strutture esistenti, non oggetto dell’intervento principale; e di maquillage».
Il primo maxi intervento sarà effettuato grazie a un finanziamento regionale pari a 3 milioni di euro, mentre ammonta a 500mila euro la cifra necessaria alle manutenzioni. «L’intervento principale – aggiunge Giulia Corda – consiste nella realizzazione di una condotta per lo smaltimento delle acque e del tratto fognario, provenienti dal quartiere Nuraghe, che passa sotto la gradinata dell’anfiteatro». «I lavori stanno procedendo bene – conclude l’assessora –, sintomo ne è anche il fatto che quanto realizzato fino a ora non ha subito danni o smottamenti da parte del ciclone Harry. Il termine per gli interventi aggiuntivi è fissato per luglio 2026, poi i collaudi richiederanno almeno un altro paio di mesi».
Gli addetti ai lavori Chi lavora nel mondo dello spettacolo, sia dal punto di vista organizzativa che gestionale, non può che accogliere con favore la notizia dell’imminente riapertura. «È l’ennesimo elemento che rimarca la centralità di Nuoro tra i luoghi che vogliono continuare a investire in politiche culturali – commenta Marco Moledda, coordinatore del Ten per Sardegna Teatro –. Questa scelta non coincide solo con la riattivazione di uno spazio, ma apre anche a una progettualità costante e a una offerta di spessore. Il ritorno sulla scena cittadina dell’anfiteatro, può anche costituire l’apertura a una sfida che sappia guardare verso nuove forme di gestione. Una progettualità di lungo periodo, infatti, potrebbe attivarsi grazie a un partenariato pubblico-privato capace di vedere in campo tanti soggetti davvero interessati al rilancio».
«La riapertura dell’anfiteatro rappresenta una nuova ripartenza non solo per la città ma per tutta la Sardegna – commenta il maestro e compositore Alessandro Catte –. La possibilità di riappropriarsi di uno spazio idoneo per fare grandi eventi, diventa motivo di rilancio per un settore, quello dello spettacolo. che da anni nel Nuorese ne soffre la mancanza». «Sarebbe nuova linfa per il sofferente festival regionale del folklore che si svolge in occasione della festa del Redentore – aggiunge – ma anche per i grandi eventi di musica classica, di pop, di jazz. Eventi che mancano da Nuoro da tempo immemore. La centralità e la posizione di questa struttura munita di parcheggi e di vie d’uscita importanti, sperando anche nella riapertura della circonvallazione, diventa rilancio per la città e il suo territorio che deve orgogliosamente promuoverne l’uso».
«Stando anche a quello che accadeva nel passato, ancora oggi possiamo dire che l’anfiteatro resti un fiore all’occhiello – dice Gigi Sanna, frontman degli Istentales –. Questa città però ha bisogno di una struttura per i grandi eventi che funzioni anche d’inverno e quindi speriamo che in futuro si possa pensare anche a una copertura. Intanto riprendiamoci uno spazio da sempre funzionale e che può contare su ogni tipo di accessibilità. L’obbiettivo più importante resta quello di creare un indotto economico». Dopo l’anfiteatro resta da stabilire cosa ne sarà dell’idea di un’arena Grandi eventi da realizzare a Pratosardo. Un’idea, nata con l’avvento di Emiliano Fenu, che rischia di restare tale.